Le Guerre pirriche furono un conflitto che vide tra il 280 a.C. ed il 275 a.C. la Repubblica romana affrontare l'esercito del re epirota, Pirro, a capo di una coalizione greco-italica. Ebbero luogo nell' Italia meridionale e coinvolsero anche le popolazioni italiche del posto. Generata dalla reazione di Taranto, città della Magna Grecia, all'espansionismo romano, la guerra coinvolse presto anche la Sicilia greca e Cartagine. Dopo alterne vicende, i Romani riuscirono alla fine a battere Pirro, costretto a lasciare definitivamente l'Italia; l'esito fu l'egemonia romana sull'intera Magna Grecia. Il primo scontro tra gli Epiroti ed i Romani avvenne in Basilicata, nella piana di Eraclea(presso l'odierna Policoro), nello stesso 280 a.C.Nonostante la sorpresa di trovarsi di fronte glielefanti, animali mai visti in precedenza, i Romani ressero bene l'urto fino a sera, anche se la battaglia alla fine si risolse con una sconfitta in cui ne morirono 7.000 (circa un terzo, dei 20.000 iniziali) e 1.800 furono fatti prigionieri. Pirro lasciò invece sul campo 4.000 armati dei 25.000 iniziali: troppe perdite per il contingente epirota, che difficilmente poteva ottenere rinforzi al contrario di Roma che poteva reclutare in fretta nuove truppe; ma, fortunatamente per Pirro, queste perdite vennero rimpiazzate dai soldati di Lucani, Bruzi e Messapi, assieme ad alcuni rinforzi mandati dalle città greche (Crotone, Locri Epizefiri) che alla notizia della vittoria decisero di unirsi a lui. Nel corso del 279 a.C. i Romani si scontrarono con Pirro adAscoli Satriano, dove furono nuovamente sconfitti (persero 6.000 uomini) infliggendo tuttavia, in proporzione, perdite talmente alte alla coalizione greco-italico-epirota (3.500 soldati) che Pirro fu costretto a ripiegare per evitare ulteriori scontri coi romani che avrebbero assottigliato ulteriormente le sue forze. Si narra abbia dichiarato, alla fine della battaglia, «Αν ετι μίαν μάχην νικήσωμεν, απολώλαμεν» («un'altra vittoria così sui Romani e sarò perduto»). Da questo episodio l'uso del termine "vittoria di Pirro" (o "vittoria pirrica") divenne proverbiale. È forse in seguito a questi eventi che Romani e Cartaginesi decisero di stipulare un trattato di alleanza contro il comune nemico epirota. 278 a.C.Pirro ricevette due offerte allo stesso tempo: da un lato, le città greche di Sicilia gli proposero di estromettere i Cartaginesi (l'altra grande potenza del Mediterraneo occidentale) dalla metà occidentale dell'isola; dall'altro, i Macedoni gli chiesero di salire al trono di Macedonia al posto di re Tolomeo Cerauno, decapitato nell' invasione della Grecia e della Macedonia da parte dei Galli. Pirro giunse a conclusione che le opportunità maggiori venivano dall'avventura in Sicilia e decise, pertanto, di abbandonare l'Italia meridionale e andare in aiuto dell'isola, non avendo ottenuto però nessun trattato preciso dai romani. Al comando di un esercito di 37.000 uomini mosse da Agrigento verso Erice e la espugnò: caduta la città filo-cartaginese più fortificata, altre come Segesta e Iato si consegnarono all'epirota. Fu così nominato re di Sicilia, e i suoi piani prevedevano la spartizione dei territori fin lì conquistati tra i due figli, Eleno (a cui sarebbe andata la Sicilia) e Alessandro (a cui sarebbe andata l'Italia). 277 a.C. Ancora Pirro espugnò Erice, la più munita fortezza filo-cartaginese sull'isola, e questo rese quasi naturale la defezione delle altre città controllate dai punici. Cartagine aveva deciso di non difendere città come Palermo ed Eraclea Minoa, ma concentrò i suoi sforzi su Lilibeo, città che veniva rifornita via mare: fu così possibile ai fenici di sostenere l'assedio posto da Pirro. 276 a.C.Il re epirota intavolò trattative coi cartaginesi. Per quanto essi fossero già pronti a venire a patti con Pirro, e fornirgli denaro e navi quando fossero stati ripristinati rapporti amichevoli, questi richiese che tutti i cartaginesi lasciassero l'isola per fare del mare una linea di confine tra punici e greci. Al loro rifiuto seguì l'assedio infruttuoso di Lilibeo che, unito al suo comportamento dispotico nei confronti delle colonie siceliote, causò un'ondata di risentimento nei suoi confronti: Pirro fu costretto ad abbandonare la Sicilia inseguito dai Cartaginesi ed a tornare in Italia, senza fra l'altro ottenere cospicui rinforzi perché fino a quel momento le città greche che aveva preteso di proteggere non riuscirono mai a concordarsi fra di loro per sostenere lo sforzo bellico comune. Il mancato successo finale produsse uno scollamento tra Pirro ed i sicelioti ed egli dovette tornare in Italia prendendo come pretesto la richiesta d'aiuto di Taranto. Nel frattempo Roma, sempre rifornita abbondantemente da Cartagine, rioccupava senza colpo ferire tutto il territorio precedentemente perduto in Puglia ed in Lucania. Sedata definitivamente la ribellione di Oschi e dei Sanniti (la componente stanziata al confine tra le attuali Campania e Puglia), arrivò nell'inverno del 276 a.C. a porre nuovamente sotto assedio Taranto, per terra e questa volta anche per mare, complice la flotta cartaginese. I tarantini invocarono nuovamente l'aiuto di Pirro, che dovette dunque abbandonare la Sicilia e sbarcare in Lucania. 275 a.C.Lo scontro definitivo con Roma avvenne nel Sannio, a Maleventum (da allora ribattezzata con il nome di "Beneventum", tramandatosi poi in Benevento), nella tarda primavera di quest'anno. L'intento di Pirro era quello di far togliere l'assedio a Taranto minacciando direttamente Roma. Ma i romani, intuita la strategia dell'epirota, non solo non tolsero l'assedio a Taranto, bensì risposero inviandogli contro tutte le legioni stanziate in Etruria, devastando l'esercito avversario che - oramai - non disponeva più degli elefanti, tutti eliminati nelle azioni di guerriglia seguite allo scontro di Ascoli, era stato logorato da anni di guerra ed era provato nel morale per gli insuccessi strategici. Pirro, per non cadere prigioniero dei romani, dovette far ritorno precipitosamente nel suo regno con quanto rimaneva del suo esercito. Taranto rimarrà sotto assedio altri tre anni, capitolando nel 272 a.C. Roma aveva completato la sottomissione della Magna Grecia.
Πηγή: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Guerre_pirriche
Εκπαιδευτικό Ιστολόγιο με θέματα για την Μυθολογία, την Προϊστορία, την Ιστορία. Με στόχο την διάδοση της ιστορικής γνώσης, την μετάδοση του ελληνικού πολιτισμού και την αφύπνιση των Ελλήνων. greek.history.and.prehistory99@gmail.com
Ελληνική ιστορία και προϊστορία
Ελληνική ιστορία και προϊστορία
Τετάρτη 20 Ιουλίου 2016
Le guerre Pirriche : Il greco re Pirro contra gli Romani e gli Cartaginesi alla Magna Grecia
история греческого Эпира : С древних времен до наших дней
Эпи́р (Ипирос) географический и исторический регион в юго-восточной Европе, поделён между Грецией и Албанией. Эпир расположен между горной грядой Пинд и Ионическим морем, и протянулся от залива Влёра на севере до заливаАмвракикос и развалин римского города Никополь на юге. Территория Эпира разделена между периферией Эпир, расположенной на северо-западе Греции и областями Влёра,Гирокастра и Берат на юге Албании. Крупнейшим городом является столица периферии Эпир в Греции город Янина, в то время как на территории Албании крупнейшим городом Эпира является Гирокастра. Эпир являлся частью древней Эллады, с реками Ахерон и Кокитос и иллирийским населением. На север от Эпира располагалась Иллирия, на северо-восток Македония, на Восток Фессалия. К югу располагались области Амбракия, Амфилохия, Акарнания,Этолия. Климат Эпира значительно холоднее, чем в других греческих областях, не давал возможности заниматься земледелием в традиционных для греков формах. Поэтому греки селились тут только в отдельных колониях с более благоприятным микроклиматом. Существует теория, что именно Эпир был прародиной греческих племён, откуда они расселились по Балканскому полуострову и островам Эгейского моря. Однако в классической Греции эпироты не считались эллинами. На побережье Эпира было несколько греческих колоний. В центре Эпира в Додоне было известное греческое святилище, оракул Зевса. В V веке до н. э. на территории Эпира возникло царство, основателем которого был Адмет. Он считал себя потомком царя Неоптолема сына легендарного Ахилла (другое имя Неоптолема Пирр). Адмет основал знаменитый родПирридов, которые правили Эпиром вплоть до 231 до н. э. Наиболее знаменитым из Пирридов был Пирр, который к концу IV — началу III века до н. э. объединил молоссов в единое государство. К роду Пирридов принадлежала и Олимпиада, мать Александра Македонского. В дальнейшем эпирское государство стало жертвой экспансии Римской республики, которая параллельно боролась с Македонией. Эпирский союз придерживался нейтралитета в двух первых войнах, но в третьей (171—168 до н. э.) поддержал Персея Македонского, что привело Эпир к трагическому концу: он в 167 до н. э. подвергся разгрому и разорению римскими войсками. При этом 150 тысяч эпиротов были проданы римлянами в рабство, а 70 эпирских городов-полисов, принадлежавших большей частью племени молоссов, были разграблены. После этого Эпир почти полностью обезлюдел. В 168 до н. э. Эпир был обращен в римскую провинцию. Во время правления императора Августа Эпир вошёл в состав римской провинции Ахайя. В III веке был разделён на две провинции Старый Эпир и Новый Эпир. С IV века в составе Восточной Римской империи, затем Византии (фемы Эпир и Никополис). Эпирское царство (греч. το Βασίλειο της Ηπείρου), в некоторых работах также именовавшееся Эпирским деспотатом илиЭпирской деспотией средневековое греческое государство, образовавшееся на землях бывшей Византийской империи. Являлось осколком Византийской империи, наряду с Никейской и Трапезундскойимпериями. Свой краткий расцвет греческий Эпир пережил в конце 1220-х начале 1230-х годов, став крупнейшим государством на Балканах. Впоследствии инициатива по восстановлению Византии (Романии) переходит к Никейской империи, а Эпир резко ослабеваeт, потерпев пoрaжение от болгар. Несмотря на относительную слабость, Эпирский деспотат просуществовал почти полтора столетия, пережив значительные социокультурные трансформации, важнейшим из которых было начало массовых албанских миграций и постепенная итальянизация правящей верхушки через династические браки. В1341 году остатки эпирских владений, включая столичный город Арта, были наконец вновь включены в состав Византийской империи, став своеобразной компенсацией за окончательную потерю ей своих малоазийских владений. Однако власть константинопольских греков в Эпирe продлилась недолго: уже через семь лет византийский Эпир захватывают сербы. Здесь расрастается мощное Сербо-греческое царство Стефана Душана. В 1356—1366 году, после смери Душана, Эпир был временно восстановлен как независимое греческое государство, однако его мощь подкосила борьба за власть между самими греками. После 1367 и до его окончательного захвата турками в 1479 года название Эпирское царство сохранялось, однако Эпиром на деле правили уже не греки, а различные сербские, албанские и итальянские кланы. Снова под турецкой властью где существовал как Пашалык Янина в 1868 году как Вилайет Янина; с 1881 юго-восточная часть Эпира составляет греческий ном Арта, остальной Эпир часть Албании. В ходе Первой мировой войны была провозглашена Автономная Республика Северный Эпир, но вскоре была ликвидирована.
Πηγή: https://ru.m.wikipedia.org/wiki/Эпирское_царство
https://ru.m.wikipedia.org/wiki/Эпир
Grecobuddhism : The history of greek culture and civilisation in the Indian subcontinent
Greco-Buddhism refers to the cultural syncretism between Hellenistic culture and Buddhism, which developed between the 4th century BC and the 5th century AD in Bactria and the Indian subcontinent, corresponding to the territories of modern-day Afghanistan, India, and Pakistan. It was a cultural consequence of a long chain of interactions begun by Greek forays into India from the time of Alexander the Great, carried further by the establishment of the Indo-Greek Kingdom and extended during the flourishing of the Kushan Empire. Buddhism was then adopted in Central and Northeastern Asia from the 1st century AD, ultimately spreading to China, Korea, Japan, Philippines, Siberia, and Vietnam. In 326 BC, Alexander conquered Northern region of India. King Ambhi of Taxila, known as Taxiles, surrendered his city, a notable Buddhist center, to Alexander. Alexander fought an epic battle against King Porus of Pauravas in the Punjab, at the Battle of the Hydaspes in 326 BC. Several philosophers, such as Pyrrho, Anaxarchus and Onesicritus, are said to have been selected by Alexander to accompany him in his eastern campaigns. During the 18 months they were in India, they were able to interact with Indian ascetics, generally described as Gymnosophists. Pyrrho (360-270 BC) returned to Greece and became the first Skeptic and the founder of the school named Pyrrhonism. The Greek biographer Diogenes Laërtius explained that Pyrrho's equanimity and detachment from the world were acquired in India. Few of his sayings are directly known, but they are clearly reminiscent of śramanic, possibly Buddhist, thought: "Nothing really exists, but human life is governed by convention. ... Nothing is in itself more this than that". Another of these philosophers, Onesicritus, a Cynic, is said by Strabo to have learnt in India the following precepts: "That nothing that happens to a man is bad or good, opinions being merely dreams. ... That the best philosophy [is] that which liberates the mind from [both] pleasure and grief". The Indian emperor Chandragupta Maurya, founder of the Maurya Empire, re-conquered around 322 BC the northwest Indian territory that had been lost to Alexander the Great. However, contacts were kept with his Greco-Iranian neighbours in the Seleucid Empire. Emperor Seleucus I Nicator came to a marital agreement as part of a peace treaty, and several Greeks, such as the historian Megasthenes, resided at the Mauryan court. Chandragupta's grandson Ashoka embraced the Buddhist faith and became a great proselytizer in the line of the traditional Pali canon of Theravada Buddhism, insisting on non-violence to humans and animals (ahimsa), and general precepts regulating the life of lay people. According to the Edicts of Ashoka, set in stone, some of them written in Greek and some in the Achemenid script, he sent Buddhist emissaries to the Greek lands in Asia and as far as the Mediterranean. Alexander had established in Bactria several cities (Ai-Khanoum, Bagram) and an administration that were to last more than two centuries under the Seleucid Empire and the Greco-Bactrian Kingdom, all the time in direct contact with Indian territory. The Greeks sent ambassadors to the court of the Maurya Empire, such as the historian Megasthenes under Chandragupta Maurya, and later Deimachus under his son Bindusara, who reported extensively on the civilization of the Indians. The Greco-Bactrians maintained a strong Hellenistic culture at the door of India during the rule of the Maurya Empire in India, as exemplified by the archaeological site of Ai-Khanoum. When the Maurya Empire was toppled by the Shunga Empire around 180 BC, the Greco-Bactrians expanded into India, where they established the Indo-Greek Kingdom, under which Buddhism was able to flourish. The Greco-Bactrians conquered parts of North India from 180 BC, whence they are known as the Indo-Greeks. They controlled various areas of the northern Indian territory until AD 10. Buddhism prospered under the Indo-Greek kings, and it has been suggested that their invasion of India was intended to protect the Buddhist faith from the religious persecutions of the Shungas (185–73 BC), who had overthrown the Mauryans. According to Ptolemy, Greek cities were founded by the Greco-Bactrians in northern India. Menander established his capital in Sagala (Sialkot, Punjab, Pakistan) one of the centers of the blossoming Buddhist culture. A large Greek city built by Demetrius and rebuilt by Menander has been excavated at the archaeological site of Sirkap near Taxila, where Buddhist stupas were standing side-by-side with Hindu and Greek temples, indicating religious tolerance and syncretism. The Kushan Empire, one of the five tribes of the Yuezhi, settled in Bactria around 125 BC, displacing the Greco-Bactrians and invading the northern parts of Pakistan and India from around AD 1. By that time they had already been in contact with Greek culture and the Indo-Greek kingdoms for more than a century. They used the Greek script to write their language, as exemplified by their coins and their adoption of the Greek alphabet. The absorption of Greek historical and mythological culture is suggested by Kushan sculptures representing Dionysiac scenes or even the story of the Trojan Horse and it is probable that Greek communities remained under Kushan rule. The Kushan king Kanishka, who honored Zoroastrian, Greek and Brahmanic deities as well as the Buddha and was famous for his religious syncretism, convened the Fourth Buddhist council around AD 100 in Kashmir in order to redact the Sarvastivadin canon. Some of Kanishka's coins bear the earliest representations of the Buddha on a coin (around AD 120), in Hellenistic style and with the word "Boddo" in Greek script. The Kanishka casket, dated to the first year of Kanishka's reign in AD 127, was signed by a Greek artist named Agesilas, who oversaw work at Kanishka's stupas (cetiya), confirming the direct involvement of Greeks with Buddhist realizations at such a late date. Numerous works of Greco-Buddhist art display the intermixing of Greek and Buddhist influences, around such creation centers as Gandhara. The subject matter of Gandharan art was definitely Buddhist, while most motifs were of Western Asiatic or Hellenistic origin.
The first anthropomorphic representations of the Buddha himself are often considered a result of the Greco-Buddhist interaction. Before this innovation, Buddhist art was "aniconic": the Buddha was only represented through his symbols. Many of the stylistic elements in the representations of the Buddha point to Greek influence: himation, the contrapposto stance of the upright figures (see: 1st–2nd century Gandhara standing Buddhas, the stylized curly hair and ushnisha apparently derived from the style of the Apollo Belvedere(330 BC) and the measured quality of the faces, all rendered with strong artistic realism. A large quantity of sculptures combining Buddhist and purely Hellenistic styles and iconography were excavated at the modern site of Hadda, Afghanistan. The curly hair of Buddha is described in the famous list of the physical characteristics of the Buddha in the Buddhist sutras. The hair with curls turning to the right is first described in the Pāli canon. Greek artists were most probably the authors of these early representations of the Buddha, in particular the standing statues, which display "a realistic treatment of the folds and on some even a hint of modelled volume that characterizes the best Greek work. This is Classical or Hellenistic Greek, not archaizing Greek transmitted by Persia or Bactria, nor distinctively Roman." The Greek stylistic influence on the representation of the Buddha, through its idealistic realism, also permitted a very accessible, understandable and attractive visualization of the ultimate state of enlightenment described by Buddhism,
Πηγή: https://en.m.wikipedia.org/wiki/Greco-Buddhism
Η τουρκική εισβολή στην ελληνική μεγαλόνησο της Κυπρου το καλοκαίρι του 1974
Ή Τουρκική εισβολή στην Κύπρο με την κωδική ονομασία «Αττίλας» ξεκίνησε την αυγή της 20ης Ιουλίου 1974, με αποβατικές και αεροπορικές επιχειρήσεις. Συμμετείχαν συνολικά γύρω στους 40.000 άνδρες υπό τη διοίκηση του αντιστρατήγου Νουρετίν Ερσίν. Η ελληνική πλευρά πιάστηκε στον ύπνο και η αντίδρασή της εκδηλώθηκε με μεγάλη καθυστέρηση. Η Τουρκία υποστήριξε ότι δεν επρόκειτο για εισβολή, αλλά για «ειρηνική επέμβαση», με σκοπό την επαναφορά της συνταγματικής τάξης στην Κύπρο, που είχε καταλυθεί από το πραξικόπημα κατά του Μακαρίου (15 Ιουλίου 1974). Τα τουρκικά αποβατικά σκάφη άρχισαν να αποβιβάζουν δυνάμεις ανενόχλητα στην περιοχή Πέντε Μίλι, οκτώ χιλιόμετρα δυτικά της Κερύνειας, λίγο μετά τις 5 το πρωί της 20ης Ιουλίου. Σχεδόν ταυτόχρονα, σμήνη τουρκικών αεροπλάνων άρχισαν τις επιθέσεις, συνεχώς και κατά κύματα κατά της ευρύτερης περιοχής της Κερύνειας και της Λευκωσίας, ενώ άλλα αεροσκάφη και ελικόπτερα επιχειρούσαν ρίψεις αλεξιπτωτιστών σε επίκαιρα σημεία. Οι κάτοικοι βρέθηκαν στο έλεος των εισβολέων. Άοπλοι πολίτες δολοφονήθηκαν, γυναίκες βιάστηκαν και αιχμάλωτοι στρατιώτες εκτελέστηκαν. Η αντίδραση της ελληνικής πλευράς ήταν ανεξήγητα αργοπορημένη. Παρ’ ότι το ελληνικό Πεντάγωνο γνώριζε τις κινήσεις των Τούρκων, θεωρούσε ότι μπλοφάρουν. Μόλις στις 8:40 το πρωί δόθηκε επισήμως από την Αθήνα η εντολή εφαρμογής των πολεμικών σχεδίων, ενώ το ελληνικό ραδιόφωνο (το ΕΙΡΤ εν προκειμένω), μετέδωσε την είδηση γύρω στις 11 το πρωί. Η καθυστερημένη κινητοποίηση έδωσε τη δυνατότητα στους Τούρκους εισβολείς να παγιώσουν τις θέσεις τους και να δημιουργήσουν προγεφύρωμα από το Πέντε Μίλι της Κερύνειας προς τον Άγιο Ιλαρίωνα, έχοντας ως αντικειμενικό στόχο τη σύνδεσή του με τον τουρκοκυπριακό θύλακο της Λευκωσίας. μονάδες της Εθνικής Φρουράς και της ΕΛΔΥΚ, όταν κινητοποιήθηκαν άρχισαν να πολεμούν με ηρωική αυτοθυσία, χωρίς μάλιστα να διαθέτουν αεροπορική κάλυψη και σύγχρονο οπλισμό. Αριθμούσαν γύρω στους 12.000 άνδρες (ελληνοκύπριους και ελλαδίτες), υπό τη διοίκηση του ταξιάρχου Μιχαήλ Γεωργίτση, που είχε το γενικό πρόσταγμα στο πραξικόπημα κατά του Μακαρίου. Στο μεταξύ, άρχισε να κινητοποιείται και ο ελληνοκυπριακός ανδρικός πληθυσμός και να μετέχει στον άνισο αγώνα με ό,τι διέθετε ο καθένας, πυροβολώντας από τις στέγες των σπιτιών του κατά των εισβολέων αλεξιπτωτιστών. Στην Αθήνα, η κυβέρνηση αιφνιδιασμένη από την εξέλιξη των γεγονότων αρχίζει να παρουσιάζει εικόνα διάλυσης. Κηρύσσει γενική επιστράτευση, η οποία εξελίσσεται σε φιάσκο, δείχνοντας την τραγική κατάσταση που βρισκόταν ο Ελληνικός Στρατός. Και να σκεφθεί κανείς ότι την Ελλάδα κυβερνούσαν οι στρατιωτικοί και ο Στρατός αν μη τι άλλο θα έπρεπε να βρισκόταν σε υψηλό επιχειρησιακό επίπεδο. Ο Αμερικανός υφυπουργός Εξωτερικών Τζόζεφ Σίσκο, που βρίσκεται και πάλι στην Αθήνα ως εντολοδόχος του Κίσινγκερ, συναντάται στο Πεντάγωνο με το αρχηγό των Ενόπλων Δυνάμεων στρατηγό Μπονάνο. Ο παριστάμενος Δημήτριος Ιωαννίδης σε οργίλος ύφος απευθύνεται προς τον Σίσκο «Μας εξαπατήσατε... Ημείς θα κηρύξωμεν πόλεμον!» και αποχωρεί από τη σύσκεψη. Έκτοτε, τα ίχνη του αόρατου δικτάτορα χάνονται. Ο Σίσκο στη διάρκεια της ημέρας μάταια αναζητεί αρμόδιο για συνομιλίες. Αργά το βράδυ, το Συμβούλιο Ασφαλείας του ΟΗΕ εκδίδει το υπ’ αριθμόν 353 ψήφισμα, με το οποίο καλεί σε κατάπαυση του πυρός και σε αποχώρηση από την Κύπρο του «ξένου στρατιωτικού δυναμικού». Παρά την ομόφωνη έγκρισή του, αγνοείται από την Τουρκία, η οποία έχοντας την πρωτοβουλία των κινήσεων επείγεται να εφαρμόσει πλήρως τα σχέδια της. Γενικά, η διεθνής αντίδραση κατά του «Αττίλα» είναι χλιαρή. Την επομένη, 21 Ιουλίου, οι μάχες στην Κύπρο συνεχίζονται με ιδιαίτερη σφοδρότητα. Στόχος των ελληνικών δυνάμεων στην Κύπρο είναι να αποκόψουν τον τουρκοκυπριακό θύλακο της Λευκωσίας από το προγεφύρωμα της Κερύνειας. Οι Έλληνες στρατηγοί απορρίπτουν εισήγηση για επέμβαση στην Κύπρο, προβλέποντας αποτυχία του σχετικού εγχειρήματος. Δύο ελληνικά υποβρύχια που πλέουν προς την Κερύνεια διατάσσονται να επιστρέψουν στην Ελλάδα. Οι Τούρκοι εισβολείς, παρά την αριθμητική τους υπεροχή και την ποιοτική υπεροχή του οπλισμούς τους, αντιμετωπίζουν σημαντικά προβλήματα. Μάλιστα, από ασυνεννοησία η τουρκική αεροπορία βυθίζει το αντιτορπιλικό Κοτσατεπέ (D-354), το οποίο εξέλαβε για ελληνικό πλοίο και προκαλεί ζημιές σε άλλα δύο τουρκικά αντιτορπιλικά. Την ίδια μέρα, σημειώνεται δραστηριοποίηση του αμερικανικού παράγοντα για την επίτευξη ανακωχής. Ο Σίσκο, που πηγαινοέρχεται μεταξύ Αθηνών και Άγκυρας, δεν βρίσκει κάποιον αρμόδιο στην Αθήνα να διαπραγματευτεί, καθώς όλοι οι αρμόδιοι έχουν εξαφανιστεί. Την ευθύνη αναλαμβάνει τελικά ο αρχηγός του Ναυτικού, ναύαρχος Πέτρος Αραπάκης, ο οποίος σε τηλεφωνική επικοινωνία με τον Κίσινγκερ συμφωνεί η ανακωχή να ισχύσει από τις 4 το απόγευμα της 22ης Ιουλίου. Στις 2 το πρωί της 22ας Ιουλίου, 12 ελληνικά μεταγωγικά τύπου Νοράτλας, που μετέφεραν καταδρομείς στο νησί, βάλλονται, κατά λάθος, από φίλια πυρά πλησίον του αεροδρομίου της Λευκωσίας, με αποτέλεσμα το ένα από αυτά να καταρριφθεί (4 μέλη του πληρώματος και 27 καταδρομείς έχασαν τη ζωή τους), ενώ άλλα δύο να πάθουν σοβαρές ζημιές. Την ίδια ημέρα, οι Τούρκοι εισβολείς εντείνουν τις επιχειρήσεις τους. Αποβιβάζουν άρματα μάχης και το μεσημέρι καταλαμβάνουν την πόλη της Κερύνειας. Στις 4 το απόγευμα αρχίζει να τηρείται η ανακωχή κατά τα συμφωνηθέντα, η οποία όμως θα παραβιασθεί αρκετές φορές από τους εισβολείς. Σ’ αυτό το χρονικό σημείο, οι Τούρκοι ελέγχουν το 3% του Κυπριακού εδάφους, έχοντας δημιουργήσει ένα προγεφύρωμα, που συνδέει την Κερύνεια με τον τουρκοκυπριακό θύλακο της Λευκωσίας. Από την αρχική κατάπαυση του πυρός, στις 22 Ιουλίου, έως και την 14η Αυγούστου 1974 που εκδηλώθηκε η δεύτερη επιθετική ενέργεια των Τούρκων μεσολάβησε αρκετός χρόνος, στη διάρκεια του οποίου διεξήχθησαν (σε δυο φάσεις) ειρηνευτικές συνομιλίες μεταξύ των εμπλεκομένων μερών, στην (ουδέτερη) Γενεύη της Ελβετίας. Ωστόσο, η Τουρκία χρειάστηκε μόλις 65 λεπτά της ώρας, από τη στιγμή που απέσυρε τη διπλωματική της αντιπροσώπευση (στις 3:30 π.μ. της 14ης Αυγούστου 1974) έως ότου (στις 4:35 π.μ.) και βάσει συντονισμένου σχεδίου, εξαπολύσει μια δεύτερη, ευρεία επίθεση σε όλα τα μέτωπα της Κύπρου με ισχυρότατες δυνάμεις, που έκαμψαν την αντίσταση των ελληνοκυπρίων μαχητών. Μέσα σε λιγότερες από 60 ώρες, έως τις 6 μ.μ. της 16ης Αυγούστου, οι Τούρκοι είχαν επεκτείνει τη στρατιωτική κατοχή τους σε μια συνολική έκταση που αντιστοιχούσε στο 36,3 % της επιφάνειας της Κύπρου, περιλαμβανομένων ολόκληρης της Επαρχίας Κερύνειας, το μισό σχεδόν της Επαρχίας Λευκωσίας αλλά και το μεγαλύτερο τμήμα της Επαρχίας Αμμοχώστου, με επέκταση σε όλη τη χερσόνησο της Καρπασίας. Τις επόμενες ημέρες, έως και την 22 Αυγούστου 1974, μια σειρά από διεθνείς μεσολαβητικές προτάσεις για την εξεύρεση ειρηνικής διευθέτησης της διαφοράς στο Κυπριακό πρόβλημα απορρίφθηκαν είτε από την ελληνοκυπριακή, είτε από την τουρκική ή τουρκοκυπριακή πλευρά. Ανούσια αποδείχθηκαν, ως εκ τούτου και τα συνεχή ψηφίσματα που εξέδωσε το Συμβούλιο Ασφαλείας του ΟΗΕ.
Πηγή: http://www.sansimera.gr/articles/649
https://el.m.wikipedia.org/wiki/Τουρκική_εισβολή_στην_Κύπρο
Οι βυζαντινοί ιεραποστολοι Κυριλλος και Μεθοδιος : Το κυριλλικό αλφάβητο των Σλάβων
Οι Άγιοι Κύριλλος και Μεθόδιος ήταν αδέλφια, Βυζαντινοί μοναχοί, με μεγάλη ιεραποστολική δράση. Σε αυτούς αποδίδεται ο εκχριστιανισμός των Σλάβων και η απόδοση γραφής στη σλαβική γλώσσα. Στις αρχές του 9ου αιώνα, οι αδελφοί Κωνσταντίνος (μοναστικό όνομα Κύριλλος) και Μεθόδιος, δύο από τα επτά συνολικά παιδιά μιας γνωστής οικογένειας της πόλης της Θεσσαλονίκης, με έντονη θρησκευτικότητα. Στη βιογραφία του ο Άγιος Κύριλλος ισχυρίζεται ότι με τον αδελφό του κατάγονται από «βασιλικό γένος». Εκείνη την εποχή ο πατέρας τους ήταν υπεύθυνος για τα θέματα στρατιωτικής διοίκησης της αυτοκρατορίας. Τα δύο αδέλφια μιλούσαν την ελληνική, ενώ είχαν σπουδάσει, ιδιαίτερα ο Κύριλλος, την σλαβική, την εβραϊκή, τη συριακή και την αραβική γλώσσα, Η γνώση αυτών των γλωσσών τους διευκόλυνε στη μετέπειτα διακονία τους. Ο Μεθόδιος, του οποίου το κοσμικό όνομα ήταν Μιχαήλ, γεννήθηκε το 815. Ήταν άνθρωπος της πράξης και είχε ξεκινήσει καριέρα στον πολιτικό στίβο. Διορίστηκε διοικητής της Θεσσαλίας, ενώ αργότερα έγινε μοναχός σε ένα μοναστήρι στο όρος Όλυμπος της Βιθυνίας, στη Μικρά Ασία. Ο Κύριλλος, του οποίου το κοσμικό όνομα ήταν Κωνσταντίνος, γεννήθηκε το 827. Σπούδασε στην Κωνσταντινούπολη γεωμετρία, αστρονομία, μουσική, ρητορική, φιλολογία, διαλεκτική και φιλοσοφία. Έγινε ιερέας και μετέπειτα έφτασε στο βαθμό του επισκόπου. Δίδαξε τη Φιλολογία, Φιλοσοφία και Θεολογία.
Το 863, μετά απo αίτημα του Σλάβου ηγεμόνα της Μοραβίας Ραστισλάβου, όταν αυτοκράτορας της Βυζαντινής αυτοκρατορίας ήταν ο Μιχαήλ ο Γ΄, ο Πατριάρχης Φώτιος επέλεξε τους Μεθόδιο και Κύριλλο, οι οποίοι διακρίνονταν για τη σοφία τους, για το δύσκολο έργο του εκχριστιανισμού των Σλάβων. Οι δύο ιερωμένοι δέχτηκαν με μεγάλη προθυμία και χαρά, θεωρώντας ότι με αυτό τον τρόπο θα υπηρετούσαν το θέλημα του Θεού και θα οδηγούσαν στο δρόμο της σωτηρίας τους λαούς των περιοχών που βρίσκονταν πάνω από τα βόρεια σύνορα της Βυζαντινής Αυτοκρατορίας. Προκειμένου να διευκολύνουν την προσέγγισή τους προς τους λαούς αυτούς, χρησιμοποίησαν ένα νέο αλφάβητο, βασισμένο στο ελληνικό, το οποίο μπορούσε να αποδώσει τους φθόγγους της σλαβικής γλώσσας, και το οποίο εφηύρε ο Κύριλλος. Σε αυτό το αλφάβητο που ονομάστηκε Γλαγολιτικό, μετέφρασαν την Αγία Γραφή, πoλλά λειτουργικά και θεολογικά βιβλία, καθώς και τη Χριστιανική λειτουργική υμνολογία. Επάνω στο Γλαγολιτικό αλφάβητο στηρίζεται και η σημερινή Κυριλλική γραφή (που ονομάστηκε έτσι προς τιμή του Κύριλλου) των σλαβικών εθνών και πάνω σε αυτό αναπτύχθηκε ολόκληρη η γραμματεία τους. Η διαφωτιστική τους αποστολή εκεί προκάλεσε την οργή, τη ζήλια και το μίσος στα μέρη των φράγκων και του γερμανο-λατινικού κλήρου και ήταν η αιτία να υπάρξουν εντάσεις ανάμεσα στην εκκλησία και την πολιτική. Οι ιεραπόστολοι αδελφοί αναγκάστηκαν από τον Πάπα Avδριαvό τoν Β΄ να προσέλθουν στη Ρώμη για να απολογηθούν στις κατηγορίες ότι παραβιάζουν το τριγλωσσικό δόγμα, σύμφωνα με το οποίο η χριστιανική ιεροτελεστία μπορεί να τελείται μόνο στην Eβραϊκή, την Ελληνική και τη Λατινική γλώσσα. Εκεί ο Άγιος Κύριλλος υποστήριξε ότι όλοι οι λαοί, όπως και οι Σλάβοι, δικαιούνται να δοξάζουν τον Θεό και να δημιουργούν την κουλτούρα τους στην μητρική τους γλώσσα. Ο Πάπας Avδριαvός o Β' επείσθη, αγίασε τα μεταφρασμένα βιβλία, ενώ σε μερικές εκκλησίες της Ρώμης τελέστηκε λειτουργία στη σλαβική γλώσσα, προς αναγνώρισή της στο χριστιανικό κόσμο. Πρόκειται για μια επιτυχημένη αποστολή των Αγίων αδελφών. Ο Κύριλλος παρέμεινε στη Ρώμη μέχρι το θάνατό του, το Φεβρουάριο του 869. Ετάφη με τιμές στον προσωπικό τάφο του Πάπα Aδριανού τoυ Β΄, ενώ αργότερα μετακινήθηκε στη βασιλική του Αγίου Κλεμεντίνου στη Ρώμη, όπου και σήμερα φυλάσσονται τα λείψανά του. Το χριστιανικό διαφωτιστικό και αποστολικό έργο συνεχίζει ο μεγαλύτερός του αδελφός Μεθόδιος, ο οποίος απεβίωσε στις 6 Απριλίου 885 ως επίσκοπος Μοραβίας. Η Ορθόδοξη Εκκλησία εορτάζει τους Aγίους Κύριλλο και Μεθόδιο στις 11 Μαΐου. Το 1980 ο Πάπας Ιωάννης Παύλος Β΄ κήρυξε τους Αγίους Κύριλλο και Μεθόδιο συμπροστάτες της Ευρώπης μαζί με τον Άγιο Βενέδικτο. Οι Κύριλλος και Μεθόδιος θεωρούνται επίσης άγιοι από την Λουθηρανική και την Αγγλικανική εκκλησία.
Το Γλαγολιτικό αλφάβητο, η Γκλαγκόλιτσα (Глаголица) είναι το αρχαιότερο γνωστό Σλαβικό αλφάβητο. Το όνομά του αυτό του αποδόθηκε αρκετούς αιώνες μετά τη δημιουργία του, και προέρχεται από το πρωτοσλαβικό glagolъ "λόγος". Το ρήμα глаголить σημαίνει "μιλώ, συνομιλώ". Υπάρχουν τεκμήρια ότι το όνομα γκλαγκόλιτσα αναπτύχθηκε στα Βαλκάνια γύρω στον 14ο αιώνα και προήλθε από τη λέξη глаголить, που χρησιμοποιούσαν οι θιασώτες της λειτουργίας στα Σλαβονικά. Το κυριλλικό αλφάβητο είναι ένα αλφάβητο που χρησιμοποιείται για διάφορες ανατολικές σλαβικές και νοτιοσλαβικές γλώσσες Λευκορωσικά, Βοσνιακά, Σερβικά, Βουλγαρικά, Σλαβομακεδονικά, Ρωσικά και Ουκρανικά και για πολλές άλλες γλώσσες της πρώην Σοβιετικής Ένωσης, της Ασίας και της Ανατολικής Ευρώπης. Στο παρελθόν έχει χρησιμοποιηθεί και για άλλες γλώσσες. Όλα τα γράμματα του κυριλλικού αλφαβήτου δεν χρησιμοποιούνται σε κάθε γλώσσα που χρησιμοποιεί το αλφάβητο αυτό. Η μορφή του αλφαβήτου προέρχεται από την πρώιμη μορφή του κυριλλικού αλφαβήτου, το οποίο είναι παράγωγο του γλαγολιτικού αλφαβήτου, μεγαλογράμματης κυρτής γραφής της οποίας η επινόηση τον 9ο αι.μ.Χ. αποδίδεται σε δυο Βυζαντινούς μοναχούς από την Θεσσαλονίκη, τα αδέλφια Άγιο Κύριλλο και Άγιο Μεθόδιο. Αν και είναι ευρύτατα αποδεκτό ότι το γλαγολιτικό αλφάβητο επινοήθηκε από τους Αγίους Κύριλλο και Μεθόδιο, η προέλευση του κυριλλικού αλφαβήτου αποτελεί ακόμη πηγή μεγάλης αντιπαράθεσης. Παρόλο που αποδίδεται συνήθως στον Άγιο Κλεμέντιο της Οχρίδας, μαθητή του Αγίου Κύριλλου και του Αγίου Μεθόδιου από την Βουλγαρική Μακεδονία, το αλφάβητο αναπτύχθηκε πιθανότατα στην Λογοτεχνική Σχολή του Πρέσλαβ στην βορειοανατολική Βουλγαρία, όπου έχουν βρεθεί οι παλαιότερες κυριλλικές επιγραφές και χρονολογούνται από τη δεκαετία του 940. Η θεωρία ενισχύεται από το γεγονός ότι το κυριλλικό αλφάβητο αντικατέστησε σχεδόν ολοκληρωτικά το γλαγολιτικό στην βορειοανατολική Βουλγαρία στα τέλη του 10ου αι.μ.Χ., ενώ η Λογοτεχνική Σχολή της Οχρίδας–όπου εργαζόταν ο Άγιος Κλεμέντιος-συνέχισε να χρησιμοποιεί το γλαγολιτικό μέχρι τον 12ο αι.μ.Χ. Καθώς οι μαθητές των Αγίων Κυρίλλου και Μεθοδίου εξαπλώθηκαν σε ολόκληρη στο Πρώτο Βουλγαρικό Βασίλειο, είναι πιθανόν αυτά τα δυο κύρια κέντρα να ήταν τμήμα μιας ενιαίας παράδοσης. Ορισμένοι λόγοι για την αντικατάσταση του γλαγολιτικού με το κυριλλικό αλφάβητο είναι η μεγαλύτερη απλότητα και μεγαλύτερη ευκολία χρήσης του κυριλλικού καθώς και η ομοιότητα του με το ελληνικό αλφάβητο, το οποίο ήταν πολύ γνωστό στο Πρώτο Βουλγαρικό Βασίλειο λόγω προσάρτησης Βυζαντινών περιοχών.
Πηγή: https://el.m.wikipedia.org/wiki/Άγιοι_Κύριλλος_και_Μεθόδιος
https://el.m.wikipedia.org/wiki/Γλαγολιτικό_αλφάβητο
https://el.m.wikipedia.org/wiki/Κυριλλικό_αλφάβητο