Ελληνική ιστορία και προϊστορία

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Παρασκευή 23 Δεκεμβρίου 2016

La storia della Ravenna Romana, il periodo di Esarcato Bizantino e la epoca medievale

Ravenna (Ravêna in romagnolo) è un comune italiano di 159 039 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Emilia-Romagna. È la città più grande e storicamente più importante della Romagna ; il suo territorio comunale è il secondo in Italia per superficie , superato solo da quello di Roma e comprende nove lidi della riviera romagnola. Ravenna, nella sua storia è stata capitale tre volte: dell'Impero romano d'Occidente (402-476), del Regno degli Ostrogoti (493-553) e dell' Esarcato bizantino (568-751). Per le vestigia di questo luminoso passato, il complesso dei primi monumenti cristiani di Ravenna è inserito, dal 1996 , nella lista dei siti italiani patrimonio dell'umanità dall' UNESCO , come sito seriale "Monumenti paleocristiani di Ravenna ". Nella seconda metà del XX secolo la città ha conosciuto un periodo di grande espansione. Alla crescita demografica si è affiancata una serie di progetti architettonici che si concentrano in particolare attorno al canale Candiano, che collega la città al mare Adriatico. La darsena di città e le antiche zone portuali sono al centro della rivoluzione urbanistica che la città conoscerà nei primi decenni del XXI secolo con la creazione di zone verdi, viali, zone a carattere commerciale, del polo nautico e del Tecnopolo per l'energia. Mancano testimonianze archeologiche della fondazione di Ravenna. Le origini sono incerte. I primi insediamenti della zona furono opera di Tessali, Etruschi ed Umbri, successivamente sul suo territorio si insediarono anche i Galli Senoni , specialmente dal fiume Montone verso sud, comprendendo tutto l' Ager Decimanus , ovvero la campagna verso Forlì, il territorio cosiddetto delle Ville Unite , che non era un territorio lagunare rispetto invece alle zone a nord. L'abitato consisteva di palafitte distribuite su una serie di piccole isole situate all'interno della Valle Padusa, una situazione simile alla Venezia di secoli dopo. La caratteristica fondamentale di Ravenna per tutta l'antichità fu proprio quella di essere circondata dalle acque ed accessibile solo dal mare. Tale peculiarità non passò inosservata ai Romani , e l'imperatore Cesare Ottaviano Augusto dislocò qui la flotta militare dell'alto Adriatico. Per questo fine l'imperatore fece eseguire importanti lavori di sistemazione idraulica: fece scavare la Fossa Augustea , un canale che collegava il Po con l'ampio specchio di acqua a sud di Ravenna e qui fondò il porto di Classe. Il porto fu realizzato con i criteri di una poderosa macchina militare. Secondo Plinio il Vecchio, poteva contenere fino a 250 triremi e 10 000 marinai o classari destinati al controllo di tutto il Mediterraneo orientale (la base destinata al controllo del Mediterraneo occidentale era invece il porto di Miseno). Ai tempi dell' Impero romano la città crebbe di importanza: il porto militare divenne anche porto commerciale con traffici mercantili verso tutto il Mediterraneo. Da qui probabilmente partì l'imperatore Traiano per le due spedizioni del 102 e del 105 d.C. che si sarebbero concluse con la conquista della Dacia. Nel 402 l'imperatore dell' Impero romano d'Occidente Onorio trasferì a Ravenna la residenza imperiale da Milano , per sfuggire alle minacce di Alarico . In questo periodo il vescovo della città divenne metropolita, e la città visse una fase di espansione con l'edificazione dei terreni presso la cattedrale Ursiana (attuale Duomo) e verso Nord. Tuttavia, nello stesso periodo, l'interramento della laguna causato dagli apporti alluvionali dei fiumi rese progressivamente inutilizzabile il porto di Classe. A Ravenna si decisero le sorti dell'Impero d'Occidente allorché nel 476 venne deposto l'ultimo imperatore, Romolo Augusto, per mano di Odoacre , re degli Eruli. Il regno di Odoacre ebbe vita brevissima e il re dei Goti Teodorico, nel 493, rivendicò il controllo della città, dopo un lungo assedio. Il sovrano goto, che morì nel 526, si distinse per una politica di distensione soprattutto dal punto di vista religioso. La presenza di una vasta comunità di cristiani ariani portò alla costruzione di numerosi edifici di culto, e la città si arricchì di opere e cultura. Ravenna bizantina si riferisce a quella fase nella storia della città in cui Ravenna fece parte dell' impero bizantino come capitale dell'Esarcato d'Italia, territorio bizantino d'oltremare. Questa fase storica ebbe inizio nel 540, quando Ravenna fu conquistata da Belisario, e giunse al termine nel 751, quando la città fu presa da re Astolfo, rimanendo per cinque anni sotto il dominio longobardo. Ravenna era divisa in 30 regiones. Lungo i corsi d'acqua principali si affacciavano, oltre alle chiese e agli edifici pubblici, vari opifici, botteghe, scholae e mulini. L'idrografia urbana era assai complessa; la sua incessante evoluzione influenzò notevolmente gli interventi urbanistici dei bizantini. Dopo l'interrimento della Fossa Augusta deciso da Onorio nel 402, in epoca bizantina le acque cittadine furono convogliate lungo un fiume che scorreva poche centinaia di metri più ad ovest: il Padenna (sul suo tracciato vi è oggi via Mazzini). Le strade romane basolate che costeggiavano il Padenna (sui due lati) furono rilastricate. Tra il 540 e il 600, Ravenna e il suo porto, Classe, furono abbellite di diverse chiese, molte delle quali finanziate dal banchiere ravennate Giuliano Argentario ; anche gli arcivescovi di Ravenna finanziarono le costruzioni di chiese, grazie alle donazioni di ricchi esponenti locali, a partire dal vescovo Ecclesio dopo il suo ritorno da Costantinopoli nel 525. In ogni modo, anche se i vescovi locali, Ecclesio prima e Ursicino poi, finanziarono la costruzione di importanti chiese, la maggior parte delle costruzioni furono completate solo dopo la conquista bizantina del 540. I nuovi ed importanti edifici religiosi testimoniano lo stretto legame fra Ravenna e il mondo costantinopolitano che caratterizza l' arte ravennate. In una zona nuova, oltre il fiumicello Padenna, furono edificati: la Basilica di San Vitale, la Basilica di Sant'Agata Maggiore , le chiese di Santa Maria Maggiore , San Zaccaria, Santo Stefano Maggiore e S. Giovanni Battista. Ad esse si aggiunse quella di S. Apollinare in Veclo. L'esarcato nacque nel 584 circa, come conseguenza della militarizzazione dei residui territori bizantini in Italia, dovuta all'esigenza di migliorarne le difese, vista la minaccia longobarda; l'autorità civile non venne subito soppressa, ma perse sempre maggiore importanza a vantaggio degli ufficiali militari, che ora accentravano poteri sia civili che militari. La riforma, avvenuta nei primi anni dell'Imperatore Maurizio, prevedeva che a capo dell'esarcato vi fosse un esarca , che aveva piena autorità sia civile che militare, e risiedeva a Ravenna, nel palazzo di Teodorico; nominato direttamente dall'Imperatore, reggeva teoricamente tutta l'Italia ("ad regendam omnem Italiam") ed era spesso un eunuco di provenienza orientale, che deteneva la carica di patrizio. Il primo esarca di cui si ha notizia potrebbe essere stato Decio, un patrizio citato in un'epistola del 584 di Papa Pelagio forse identificabile con l'innominato esarca citato nella medesima epistola (la lettera è ambigua): nella medesima lettera si comprende come la situazione a Ravenna fosse disperata perché viene affermato che l' exarchus non poté portare aiuto a Roma contro i Longobardi in quanto già a stento riusciva a difendere Ravenna. L'esarca aveva alle proprie dipendenze duces o magistri militum a capo degli eserciti regionali, mentre a presidio delle singole città erano posti reggimenti (numeri) di 500 soldati circa a capo dei quali vi era un tribunus o un comes . La concentrazione di autorità civile e militare da parte dei militari non determinò subito la scomparsa delle autorità civili, segno che la formazione dell'esarcato fu un processo graduale, non un cambiamento brusco. Fino alla metà del VII secolo la carica di prefetto del pretorio continuò a sopravvivere, sebbene come subordinato dell'esarca in ambito civile; residente a Classe (il porto di Ravenna), il prefetto d'Italia si occupava principalmente della gestione delle finanze e aveva come dipendenti, ancora agli inizi del VII secolo, i vicarii di Roma e dell'Italia (quest'ultimo risiedente a Genova dopo la conquista longobarda di Milano); anch'essi si occupavano della gestione delle finanze, e sebbene, in teoria, costituissero la massima autorità civile delle due diocesi in cui era suddivisa l'Italia imperiale, la crescente importanza assunta dai militari e le conquiste dei Longobardi resero la loro effettiva autorità quasi nulla. L'officium del prefetto d'Italia era composto da molti funzionari pubblici detti praefectiani . Al governo delle province vi erano ancora, fino almeno alla metà del VII secolo, dei governatori civili ( Iudices Provinciarum), ma, anche in questi casi, la loro autorità venne minata dalla crescente importanza rivestita dai duces militari al comando degli eserciti regionali. La crescente importanza dei militari portò, alla fine, alla scomparsa degli Iudices Provinciarum verso la metà del VII secolo: questi sono per l'ultima volta attestati dalle Epistole di Papa Onorio I (625-638). Divenuto imperatore d'Oriente Giustiniano I, avviò un programma politico mirato alla riconquista di quei territori dell' Impero romano d'Occidente occupati da regni barbarici ( Ostrogoti in Italia, Vandali in Africa e Visigoti in Spagna ). Per fare ciò diede l'avvio ad un'offensiva militare nota come guerra gotica . Anche l' Italia rientrò ben presto sotto il controllo dell'impero d'Oriente . Giustiniano stabilì nella penisola un protettorato che ebbe sede a Ravenna, successivamente controllato da esarchi . Giustiniano, inoltre, si preoccupò di fare occupare il soglio vescovile ravennate da Massimiano, suo uomo di fiducia, che assunse, per volontà dell'imperatore e per la prima volta nella storia antica della chiesa, il ruolo di arcivescovo. Nel 751 l'Esarcato cadde sotto l'offensiva dei Longobardi. Per volontà del re dei Franchi Pipino il Breve, la città nel 754 con il patto di Quierzy passò sotto il controllo del papa. Il patto non fu mai operativo in quanto i Longobardi rimasero in città fino al 756 e successivamente a tale data il potere fu esercitato dagli arcivescovi locali con l'appoggio dell'aristocrazia locale e in forza di antichi privilegi che riconoscevano alla chiesa ravennate l'indipendenza dal papato di Roma (autocefalia). I privilegi di cui gli arcivescovi godevano portarono questi ultimi a posizioni di aperto scontro con i papi romani: essi appoggiarono gli imperatori, dagli Ottoni agli Svevi. In questo periodo la città fu spogliata di molte opere (arredi, mosaici, marmi, statue), e Classe, saccheggiata e ormai lontana dalla linea di costa, venne definitivamente abbandonata.

Πηγή: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ravenna_bizantina

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ravenna

Список Островов Греции : Географическая разбросанность и дифференциация различных греческих островов

Греция расположена в южной части Балканского полуострова и на прилегающих к нему и к побережью Малой Азии островах и занимает площадь 132 тыс. км², в том числе площадь островов 25,1 тыс. км² Граничит с Албанией, Республикой Македонией, Болгарией и Турцией. Омывается Средиземным морем , в том числе: Ионическим, Эгейским морями, а южное побережье Крита Ливийским морем. В состав Греции входит около 2 тысяч островов, на которые приходится почти 20 % всей страны. Территория Греции может быть разделена на три части: материковая Греция, в состав которой входят Греческая Македония (Флорина, славянское название Лерин, Пелла, Кавала, Кастория, Халкидики и др), Фракия (Родопи, Ксанти и Эврос), Эпир (Теспротия, Превеза, Янина и др), Фессалия (Лариса, Магнисия и др) и Центральная Греция (Фтиотида , Фокида, Аттика и др). Также географически к этому региону можно отнести Ионические острова ; Пелопоннес крупнейший полуостров Греции и очаг древнейшей цивилизации Европы, включает номы Аркадия, Лакония, Мессиния и т. д. Здесь же расположен знаменитый Коринфский канал, прорытый французской фирмой для греческого государства в XIX веке; острова Эгейского моря, крупнейшими из которых являются Крит крупнейший остров Греции и восьмой в Европе (8259 км²) и Эвбея второй по величине, после Крита, остров Греции (3654 км²), соединённый с континентом мостом, переброшенным через пролив Эврип, а также Лесбос (1630 км²), расположенный у берегов Турции. Также здесь расположено множество групп небольших островов Северные Спорады, Киклады , Додеканес. Греческий ландшафт это чередование скалистых, обычно безлесных гор, густонаселённых долин, многочисленных островов, проливов и бухт. Живописные скалы, пляжи, экзотические гроты предоставляют большие возможности для отдыха на море и горного туризма. Широкое распространение известняков, особенно в западной части страны, привело к формированию карстовых воронок, пещер, привлекающих любителей испытать свои силы в спелеологии. Горные массивы занимают почти четверть поверхности территории страны. Это преимущественно средневысотные горы (до 1200—1800 м). Высшая точка Греции гора Олимп (2917 м). Выше 2000 метров поднимаются также Пинд , Парнас, горная цепь Центральной Греции и Тайгет. Равнин мало, сосредоточены они в восточной половине страны, за исключением Пелопоннеса, где равнины преобладают на западном побережье. В Греции бывают сильные землетрясения. Крит является крупнейшим островом Греции и вторым по площади в Восточном Средиземноморье . Вытянут на 260 км с запада на восток, максимальная ширина 60 км. Площадь около 8336 км². С севера омывается Критским морем , с юга Ливийским. Общая протяжённость береговой линии острова Крит составляет 1046 км. На северном берегу расположено несколько крупных заливов (с запада на восток): залив Кисамос (ограничен полуостровами Грамвуса и Родопос), залив Ханья (ограничен полуостровами Родопос и Акротири) бухта Суда (образована полуостровом Акротири) залив Мирабелон , в котором находится небольшой полуостров Спиналонга В южный берег острова вдаётся залив Месара , а также несколько небольших бухт. Окружающие Крит малые острова: острова Грамвуса на северо-западе, остров Айи-Теодори в заливе Ханья, остров Суда в заливе Суда, остров Дия в центральной части Крита напротив Ираклиона, остров Псира в заливе Мирабелон,Nострова Дионисадес (Янисада , Драгонада, Паксимада) у северо-восточного берега Крита, остров Эласа и острова Грандес у восточного побережья, остров Куфонисион у юго-восточного берега, острова Хриси и Микронисион, острова Паксимадия у залива Месара, острова Гавдос и Гавдопула к юго-западу, остров Элафониси, Крайние точки острова: мыс Спата на севере, мыс Плака на востоке, мыс Литинон на юге и мыс Криос на западе. Эвбе́я крупнейший после Крита остров Греции в Эгейском море. Отделяется на севере от берегов юго-востока Фессалии проливами Трикерион и Ореон , на западе от Аттики, Беотии и Локриды проливами Эврип и Талактийским. В самом узком месте Эврипа, где расстояние от Эвбеи до материковой Греции составляет всего 38 метров, через пролив перекинут мост. Население 198 130 чел. (2001 год, перепись). Имеет долгую и сложную историю. Наивысшего расцвета Эвбея достигла во времена ранней античности. В настоящее время известна как курорт. Площадь острова 3684 км², длина 158 км, ширина не более 40 км. Эвбея почти сплошь гориста; горы её разделяются на три группы и делят остров на части. Се́верные Спора́ды («рассеянные») архипелаг в Эгейском море, лежащий вдоль восточного побережья Греции, севернее Эвбеи. Из 14 крупнейших островов только 4 населены: Алонисос, Скиатос, Скирос, Скопелос. Видимо, характер расположения островов сделал их название синонимом случайности; и даже использовании с этим смыслом в терминах: например спорадическая группа. Кикла́ды Кикладские острова[ источник не указан 507 дней )(«лежащие кругом») архипелаг в южной части Эгейского моря. В составе территории Греции. Более 200 островов, образующих несколько вытянутых с северо-запада на юго-восток гирлянд. Общая площадь 2,6 тыс. км². В его честь названа макула Киклады на спутнике Юпитера Европе. Греческое слово Κυκλάδες буквально означает «круговые». Так острова архипелага названы потому, что окружают остров Дилос , имевший в древности огромное культурное и политическое значение для греков и многих других народов Средиземноморья. Наиболее крупные острова Наксос (428 км²), Андрос (380 км²), Тинос, Парос, Милос, Кея, Аморгос, Иос, Китнос, Миконос, Сирос, Тира, Серифос, Сифнос, Сикинос, Анафи, Кимолос, Андипарос, Фолегандрос. Один из островов - Дилос (Делос) имеет примерно круглую форму. Острова имеют материковое происхождение, являются выступающими над морем частями подводного порога, соединяющего Балканский полуостров и Малую Азию. Сложены преимущественно кристаллическими породами и известняками. Высота до 1008 м (на о. Наксос), острова Милос и Тира вулканического происхождения. Частые землетрясения . Средиземноморский климат с жарким сухим летом и тёплой влажной зимой (около 500 мм осадков в год). На склонах преимущественно кустарниковая растительность (фригана), в долинах виноградники, плантации цитрусовых , маслин; посевы пшеницы, кукурузы. Скотоводство рыболовство. Месторождения железных руд, бокситов, на о. Наксос крупное месторождение наждака. Додекане́с («двенадцать» и «остров») архипелаг в юго-восточной части Эгейского моря, часть Южных Спорад, принадлежит Греции. Расположены у юго-западного побережья полуострова Малая Азия, в нескольких километрах от берегов Турции. Характер расположения островов сделал термин «спорадический » синонимом случайности. Хотя название означает «двенадцать островов», на самом деле архипелаг включает не меньше семнадцати только обитаемых островов. Площадь 2,7 тыс. км². Высота до 1216 м выше уровня моря (гора Аттавирос на о. Родос ). На островах распространены каменистые холмы и низкогорья, сложенные известняком и сланцами. Число солнечных дней в году достигает 350. Растительность представлена ксерофитными кустарниками , участками вечнозелёных лесов из дуба, сосны, кипариса. Полный список всех островов Греции включает в себя более 1400 островов, из которых 227 заселены и только на 78 островах проживает более 100 жителей. Ниже приведён краткий список основных известных, наиболее крупных и населённых островов Греции.
Πηγή: https://ru.m.wikipedia.org/wiki/Додеканес

https://ru.m.wikipedia.org/wiki/Киклады

https://ru.m.wikipedia.org/wiki/Северные_Спорады

https://ru.m.wikipedia.org/wiki/Эвбея

https://ru.m.wikipedia.org/wiki/Крит

https://ru.m.wikipedia.org/wiki/Греция

https://ru.m.wikipedia.org/wiki/География_Греции

https://ru.m.wikipedia.org/wiki/Список_островов_Греции

The greek Pharaohs of the 26th Dynasty of Ancient Egypt and Naucratis colony

Sais or Sa El Hagar was an ancient Egyptian town in the Western Nile Delta on the Canopic branch of the Nile. It was the provincial capital of Sap-Meh , the fifth nome of Lower Egypt and became the seat of power during the Twenty-fourth dynasty of Egypt (c. 732–720 BC) and the Saite Twenty-sixth dynasty of Egypt (664–525 BC) during the Late Period. Its Ancient Egyptian name was Zau. Herodotus wrote that Sais is where the grave of Osiris was located and that the sufferings of the god were displayed as a mystery by night on an adjacent lake. The city's patron goddess was Neith , whose cult is attested as early as the 1st Dynasty, ca. 3100- 3050 BCE. The Greeks, such as Herodotus, Plato and Diodorus Siculus, identified her with goddess Athena and hence postulated a primordial link to Athens. Diodorus recounts that goddess Athena built Sais before the deluge that supposedly destroyed Athens and Atlantis. While all Greek cities were destroyed during that cataclysm, the Egyptian cities including Sais survived. In Plato 's Timaeus and Critias (around 395 B.C., 200 years after the visit by the Greek legislator Solon), Sais is the city in which Solon (Solon visited Egypt in 590 B.C.) receives the story of Atlantis , its military aggression against Greece and Egypt, its eventual defeat and destruction by gods-punishing catastrophe, from an Egyptian priest. Plato also notes the city as the birthplace of the pharaoh Amasis II. Plutarch said that the shrine of goddess Athena, which he identifies with Isis , in Sais carried the inscription "I am all that hath been, and is, and shall be; and my veil no mortal has hitherto raised." There are today no surviving traces of this town prior to the Late New Kingdom (c.1100 BC) due to the extensive destruction of the city by the Sebakhin (farmers removing mud brick deposits for use as fertilizer) leaving only a few relief blocks in situ. The Temple of Sais had a medical school associated with it, as did many ancient Egyptian temples. The medical school at Sais had many female students and apparently women faculty as well, mainly in gynecology and obstetrics. An inscription from the period survives at Sais, and reads, "I have come from the school of medicine at Heliopolis, and have studied at the woman's school at Sais, where the divine mothers have taught me how to cure diseases". Sonchis of Saïs or the Saïte (fl.  594 BC) was an Egyptian priest who is mentioned in Greek writings as relating the account of Atlantis. His status as a historical figure is a matter of debate. The Platonic dialogues Timaeus and Critias, written around 360 BC, relate (through the voice of Critias) how the Athenian statesman Solon (638–558 BC) traveled to Egypt and in the city of Saïs encountered the priests of the goddess Neith. A very aged priest tells him that 9,000 years earlier, Athens had been in conflict with the great power of Atlantis, which was then destroyed in a catastrophe. Plato's dialogue does not mention a name for the priest, but Plutarch (46–120 AD), in his Life of Solon identified the aged priest as Sonchis: “ Near Nilus' mouth, by fair Canopus' shores, and spent some time in study with Psenophis of Heliopolis, and Sonchis the Saïte, the most learned of all the priests; from whom, as Plato says, getting knowledge of the Atlantic story, he put it into a poem, and proposed to bring it to the knowledge of the Greeks.” Plutarch gives a more detailed description on the Greek philosophers who visited Egypt and received advice by the Egyptian priests in his book On Isis and Osiris. Thus, Thales, Eudoxus, Solon, Pythagoras, (some say Lycurgus also) and Plato, traveled into Egypt and conversed with the priests. Eudoxus was instructed by Chonupheus of Memphis , Solon by Sonchis of Saïs and Pythagoras by Oenuphis of Heliopolis. The Twenty-sixth Dynasty of Egypt (also written Dynasty XXVI or Dynasty 26) was the last native dynasty to rule Egypt before the Persian conquest in 525 BC (although others followed). The dynasty's reign (664–525 BC) is also called the Saite Period after the city of Sais, where its pharaohs had their capital, and marks the beginning of the Late Period of ancient Egypt. This dynasty traced its origins to the 24th Dynasty. Psamtik I was probably a descendant of Bakenrenef , and following the Assyrians ' invasions during the reigns of Taharqa and Tantamani, he was recognized as sole king over all of Egypt. While the Assyrian Empire was preoccupied with revolts and civil war over control of the throne, Psammetichus threw off his ties to the Assyrians, and formed alliances with Gyges, king of Lydia, and recruited mercenaries from Caria and Greece to resist Assyrian attacks. With the sack of Nineveh in 612 BC and the fall of the Assyrian Empire, both Psamtik and his successors attempted to reassert Egyptian power in the Near East, but were driven back by the Babylonians under Nebuchadnezzar II. With the help of Greek mercenaries, Apries was able to hold back Babylonian attempts to conquer Egypt, only for the Persians to eventually do so. Their king, Cambyses II, captured and later executed Psamtik III. Amasis II or Ahmose II was a pharaoh (reigned 570 BCE – 526 BCE) of the Twenty-sixth dynasty of Egypt , the successor of Apries at Sais. He was the last great ruler of Egypt before the Persian conquest. Most of our information about him is derived from Herodotus and can only be imperfectly verified by monumental evidence. According to the Greek historian, he was of common origins. He was originally an officer in the Egyptian army. His birthplace was Siuph at Saïs. He took part in a general campaign of Pharaoh Psamtik II in 592 BC in Nubia. A revolt which broke out among native Egyptian soldiers gave him his opportunity to seize the throne. These troops, returning home from a disastrous military expedition to Cyrene in Libya, suspected that they had been betrayed in order that Apries, the reigning king, might rule more absolutely by means of his Greek mercenaries ; many Egyptians fully sympathized with them. General Amasis, sent to meet them and quell the revolt, was proclaimed king by the rebels instead, and Apries, who had now to rely entirely on his mercenaries, was defeated. Apries fled to the Babylonians and was killed mounting an invasion of his native homeland in 567 BCE with the aid of a Babylonian army. An inscription confirms the struggle between the native Egyptian and the foreign soldiery, and proves that Apries was killed and honourably buried in the third year of Amasis (c. 567 BCE). Amasis then married Chedebnitjerbone II, one of the daughters of his predecessor Apries, in order to legitimise his kingship. Some information is known about the family origins of Amasis: his mother was a certain Tashereniset, as a bust of her, today located in the British Museum, shows. A stone block from Mehallet el-Kubra also establishes that his maternal grandmother—Tashereniset's mother—was a certain Tjenmutetj. His court is relatively well known. The head of the gate guard Ahmose-sa-Neith appears on numerous monuments, including the location of his sarcophagus. He was referenced on monuments of the 30th dynasty and apparently had a special significance in his time. Wahibre was 'Leader of the southern foreigners' and 'Head of the doors of foreigners', so he was the highest official for border security. Under Amasis the career of the doctor Udjahorresnet began, who was of particular importance to the Persians. Several "heads of the fleet" are known. Psamtek Meryneit and Pasherientaihet / Padineith are the only known viziers. Herodotus describes how Amasis II would eventually cause a confrontation with the Persian armies. According to Herodotus, Amasis was asked by Cambyses II or Cyrus the Great for an Egyptian ophthalmologist on good terms. Amasis seems to have complied by forcing an Egyptian physician into mandatory labor, causing him to leave his family behind in Egypt and move to Persia in forced exile. In an attempt to exact revenge for this, the physician would grow very close to Cambyses and would suggest that Cambyses should ask Amasis for a daughter in marriage in order to solidify his bonds with the Egyptians. Cambyses complied and requested a daughter of Amasis for marriage. Amasis, worrying that his daughter would be a concubine to the Persian king, refused to give up his offspring; Amasis also was not willing to take on the Persian empire, so he concocted a deception in which he forced the daughter of the ex-pharaoh Apries , whom Herodotus explicitly confirms to have been killed by Amasis, to go to Persia instead of his own offspring. This daughter of Apries was none other than Nitetis, who was as per Herodotus's account, "tall and beautiful." Nitetis naturally betrayed Amasis and upon being greeted by the Persian king explained Amasis's trickery and her true origins. This infuriated Cambyses and he vowed to take revenge for it. Amasis would die before Cambyses reached him, but his heir and son Psamtik III would be defeated by the Persians. First, Cambyses signed alliance agreements with the Lydian King Croesus and Nabonidus the Babylonian king in 542 BC. The actual aim of the agreements was to prevent aid between Egypt and her allies. With both now deprived of Egyptian support, the Persians conquered, first, Croesus's empire in 541 BCE, and, then, the Neo-Babylonian Empire in 539 BCE. Herodotus also describes that just like his predecessor, Amasis II relied on Greek mercenaries and council men. One such figure was Phanes of Halicarnassus , who would later on leave Amasis, for reasons Herodotus does not clearly know but suspects were personal between the two figures. Amasis would send one of his eunuchs to capture Phanes, but the eunuch is bested by the wise council man and Phanes flees to Persia, meeting up with Cambyses providing advice in his invasion of Egypt. Egypt would finally be lost to the Persians during the battle of Pelusium. Although Amasis appears first as champion of the disparaged native, he had the good sense to cultivate the friendship of the Greek world , and brought Egypt into closer touch with it than ever before. Herodotus relates that under his prudent administration, Egypt reached a new level of wealth; Amasis adorned the temples of Lower Egypt especially with splendid monolithic shrines and other monuments (his activity here is proved by existing remains). For example, a temple built by him was excavated at Tell Nebesha.Amasis assigned the commercial colony of Naucratis on the Canopic branch of the Nile to the Greeks, and when the temple of Delphi was burnt, he contributed 1,000 talents to the rebuilding. He also married a Greek princess named Ladice daughter of King Battus III and made alliances with Polycrates of Samos and Croesus of Lydia. Under Amasis, Egypt's agricultural based economy reached its zenith. His kingdom consisted probably of Egypt only, as far as the First Cataract , but to this he added Cyprus, and his influence was great in Cyrene. In his fourth year (c. 567 BCE), Amasis was able to defeat an invasion of Egypt by the Babylonians under Nebuchadnezzar II ; henceforth, the Babylonians experienced sufficient difficulties controlling their empire that they were forced to abandon future attacks against Amasis. However, Amasis was later faced with a more formidable enemy with the rise of Persia under Cyrus who ascended to the throne in 559 BCE; his final years were preoccupied by the threat of the impending Persian onslaught against Egypt. With great strategic skill, Cyrus had destroyed Lydia in 546 BCE and finally defeated the Babylonians in 538 BCE which left Amasis with no major Near Eastern allies to counter Persia's increasing military might. Amasis reacted by cultivating closer ties with the Greek states to counter the future Persian invasion into Egypt but was fortunate to have died in 526 BCE shortly before the Persians attacked. The final assault instead fell upon his son Psamtik III , whom the Persians defeated in 525 BCE after a reign of only six months. Amasis II died in 526 BC. He was buried at the royal necropolis of Sais, and while his tomb was never discovered. Naucratis , or Naukratis "naval victory", Piemro in Egyptian , now Kom Gieif ), was a city of Ancient Egypt , on the Canopic branch of the Nile river, and 45 mi (72 km) southeast of the open sea and Alexandria. It was the first and, for much of its early history, the only permanent Greek colony in Egypt; it was a symbiotic nexus for the interchange of Greek and Egyptian art and culture. The modern site of the city has become an archaeological find of the highest significance and the source of not only many beautiful objects of art now gracing the museums of the world but also an important source of some of the earliest Greek writing in existence, from the inscriptions on its pottery. The sister port of Naucratis was the harbour town of Thonis/ Heracleion, which was undiscovered until 2000. In 570 BC the Pharaoh Apries (Wahibre, reigned 589-570 BC) led the descendants of this mercenary army made up of 30,000 Carians and Ionians against a former general turned rebel by the name of Amasis. Although fighting valiantly they suffered defeat and Amasis II became Pharaoh (reigned 570-526 BC). Amasis shut down the "camps" and moved the Greek soldiers to Memphis where they were employed "to guard him against the native Egyptians ." Herodotus: "Amasis was partial to the Greeks, and among other favors which he granted them, gave to such as liked to settle in Egypt the city of Naucratis for their residence." Notice that he says "gave the city (polis)" which seems to indicate the existence (now born out by archaeological evidence) of a "city" already there. This older city, settlement more likely, was no doubt small and inhabited by a mix of native Egyptians, Greeks and possibly even Phoenicians. Thus it seems the city was turned over to the Greeks, "chartered", in the years immediately following 570 BC. The earlier date of c. 625 BC put forward by archaeologists may be the actual establishment of a settlement at the site. Amasis indeed converted Naucratis into a major treaty-port and commercial link with the west. This was done most likely as a means to contain the Greeks and concentrate their activities in one place under his control. It became not the colony of any particular city-state but an emporion (trading post) similar to Al Mina, the largest market port of north Syria. According to Herodotus the walled shrine known as the Hellenion was a co-operative enterprise financed by nine eastern Greek cities: Four Ionian: Chios, Klazomenai, Teos and Phocaea. Four Dorian: Rhodes, Halicarnassus, Knidos and Phaselis. One Aeolian: Mytilene. Miletus, Samos and Aegina had their own separate sanctuaries. Thus the natives of at least twelve Greek city-states worked in a collaboration that was not only rare but proved to be lasting. Naucratis later became an important center of Greek culture under the Roman Empire, producing several celebrated orators of the Second Sophistic in the second and early third centuries AD. The third century writer Athenaeus came from Naucratis. The Egyptians supplied the Greeks with mostly grain but also linen and papyrus while the Greeks bartered mostly silver but also timber, olive oil and wine. Naukratis, and the associated Greek "forts" in the general delta area, as demonstrated by accounts given above, became a ready source of mercenary fighting men for the Saite pharaohs, men with superior hoplite armor and tactics, and also possessing invaluable naval expertise. Naucratis soon became a profound source of inspiration to the Greeks by re-exposing them to the wonders of Egyptian architecture and sculpture lost to them since the Bronze Age. Egyptian artifacts soon began their flow along the Greek trade routes finding their way into the homes and workshops of the Ionian Greek world and, via Aegina, the city-states of mainland Greece. Although Greek art and ideas in turn came back the other way their absorption into a largely xenophobic Egyptian culture was strictly minimal. Although Herodotus claimed that geometry (γεωμετρία) was first known in Egypt and then passed into Greece it is now generally accepted by scholars that what the Greeks learned were more like "surveying techniques" and hardly deserve the designation "geometry" in the sense of a purely intellectual mathematical practice. Indeed, Greeks like Thales were already accomplished geometricians before their travel to Egypt and very likely Herodotus assumed that because the Egyptian γεωμετρία was older, the Greeks must have got it from there. In terms of our modern understanding of the Greeks, and in particular the early use of their nascent Greek alphabet, the finds of Naucratis have turned out to be foundational. "The inscriptions on the pottery have yielded what Mr. Ernest Gardner considers - apparently on firm grounds - to be the oldest Ionic inscriptions, as well as some in the Korinthian, Melian, and Lesbian alphabets." Of particular interest are the several examples of an evolutionary variation from the original Phoenician alphabetic script. Much has also been learned by comparing these alphabets with the forms they assumed a century later, forms that were destined to become universal across the Hellenic world. Naucratis was not only the first Greek settlement in Egypt but also Egypt's most important harbor in antiquity until the rise of Alexandria and the shifting of the Nile led to its decline. Nevertheless, the ancient city of Heracleion/Thonis also rivalled Naucratis as an important port city of Egypt, especially from the 6th to the 4th century BC.
Πηγή: https://en.m.wikipedia.org/wiki/Naucratis
https://en.m.wikipedia.org/wiki/Amasis_II
https://en.m.wikipedia.org/wiki/Sais,_Egypt
https://en.m.wikipedia.org/wiki/Twenty-sixth_Dynasty_of_Egypt

Η ιστορία των νησιών του Βορείου Αιγαίου κατα την νεότερη περίοδο

Η Οθωμανική Αυτοκρατορία κατέκτησε τη Σαμοθράκη το 1457 και όταν ο κάτοικοι του νησιού επαναστάτησαν το 1821, οι Τούρκοι σκότωσαν το μεγαλύτερο μέρος του ελληνικού πληθυσμού. Το ολοκαύτωμα της Σαμοθράκης, την 1 Σεπτεμβρίου του 1821, είναι ένα αιματηρό γεγονός της Επανάστασης του 1821 κατά το οποίο οι Τούρκοι σφαγίασαν το μεγαλύτερο μέρος του πληθυσμού του νησιού. Η νήσος Σαμοθράκη ξεσηκώθηκε από τα τοπικά μυημένα μέλη στη Φιλική Εταιρεία, με τη βοήθεια των Ψαριανών, τον Αύγουστο του 1821. Αλλά την 1η Σεπτεμβρίου 1821 η νήσος καταστράφηκε από τούς Οθωμανούς, διά της γενικής σφαγής του άρρενος πληθυσμού, από τον Τούρκο υποναύαρχο Καρά-Αλή. Σφαγιάσθηκαν περίπου 10.000 άνδρες και αγόρια. Τα γυναικόπαιδα πουλήθηκαν στα παζάρια της Κωνσταντινουπόλεως και της Σμύρνης. Τα σπίτια τους κάηκαν. Αλλά οι αναφορές στό γεγονός είναι ελάχιστες. Π.χ. στην μαρτυρία του Lacroix υπάρχουν δύο και μόνον λέξεις επί του γεγονότος: «Οι Τούρκοι κατερήμωσαν ασπλάχνως την νήσον ταύτην εν τω υπέρ ανεξαρτησίας αγώνι…». Ο Ίων Δραγούμης στο βιβλίο του «Σαμοθράκη» παραδίδει τα γεγονότα του ολοκαυτώματος, όπως τα άκουσε από τους κατοίκους του νησιού. Σύμφωνα με τον Δραγούμη, οι Σαμοθρακίτες, όταν έμαθαν για τον ξεσηκωμό του γένους το Μάρτιο του ’21, αρνήθηκαν να πληρώσουν το φόρο, παρά τις παραινέσεις του απεσταλμένου των Τούρκων, ενός Ιμβριώτη με το όνομα Λογοθέτης. Οι Σαμοθρακίτες φοβήθηκαν ότι η άρνησή τους θα προκαλούσε την οργή των Τούρκων και έτσι άρχισαν να προετοιμάζονται για να αμυνθούν με την καθοδήγηση ενός Σαμιώτη, που γνώριζε τη χρήση των όπλων. Όταν στις 1 Σεπτεμβρίου αποβιβάστηκαν στο νησί στην περιοχή Μακρυλιές περίπου 1000 – 2000 Τούρκοι, οι Σαμοθρακίτες άρχισαν να φεύγουν στα βουνά και οι λίγοι που δοκίμασαν να αντισταθούν υπό τις διαταγές του ανώνυμου Σαμιώτη σκορπίστηκαν γρήγορα. Η καταστροφή ήταν ολοκληρωτική. Εφτακόσιους από τους κατοίκους που είχαν καταφύγει στα βουνά, οι Οθωμανοί, τους έφεραν πίσω με δόλο, δίνοντάς τους την εντύπωση ότι θα τους δώσουν χάρη. Όμως στην τοποθεσία «Εφκάς» στο κάστρο της πρωτεύουσας, της Χώρας, τους δολοφόνησαν όλους. Το ρυάκι αυτό ωνομάσθηκε Εφκάς (Επτακοσίας) από τόν αριθμό των εκεί σφαγέντων Σαμοθρακών. Ακολούθησε η βίαιη σφαγή όσων είχαν απομείνει στο νησί και έπεφταν στα χέρια των Τούρκων, η οποία σύμφωνα με την αφήγηση του Δραγούμη, κράτησε ένα μήνα. Ο Δραγούμης περιγράφει τη βαρβαρότητα των Τούρκων απέναντι στον άμαχο πληθυσμό, που είτε εκτελέστηκαν είτε πουλήθηκαν ως σκλάβοι στην Κωνσταντινούπολη. Ο Από τη σφαγή γλύτωσαν 33 οικογένειες. Ο ίδιος συγγραφέας παραδίδει και την ιστορία με το τρυπημένο από τουρκική λόγχη ευαγγέλιο, που βρίσκεται σήμερα στο Εθνολογικό Μουσείο. Ο Πουκεβίλ συμπληρώνει την αφήγηση του Δραγούμη όσον αφορά τις βιαιότητες εναντίον των κατοίκων του νησιού και επισημαίνει ότι η αντεπίθεση των Ελλήνων στη Χαλκιδική και η σφαγή της Τουρκικής προφυλακής στον Άγιο Μάμα ήταν τα αντίποινα για το ολοκαύτωμα της Σαμοθράκης. Ο Πουκεβίλ διηγείται και τη θαρραλέα πράξη της Κωνσταντίας, η οποία, όταν είδε τον άνδρα της Θεόφιλο νεκρό στα πόδια της και ενώ απάγονταν για να πουληθεί, αυτοκτόνησε με το μαχαίρι του τούρκου φύλακά της προτιμώντας το θάνατο από τη σκλαβιά. Μόνο μετά από 6ετή ερήμωση άρχισαν κάποιοι να επανέρχονται στo νήσi. Πρώτα οι Σαμοθρακίτες διασωθέντες σε γειτονικά νησιά κι έπειτα κι άλλοι, από την Θράκη, Λέσβο, Ίμβρο, Θάσο, Λήμνο, αλλά και απο Ηπείρο, Μάνη και Κυδωνιές. Σημαντικός παράγοντας του ολοκαυτώματος αποτελεί και ο εξισλαμισμός πολλών Σαμοθρακιτών. Πέντε Σαμοθρακίτες, που επέστρεψαν στο νησί το 1837, επειδή έμειναν πιστοί στη χριστιανική θρησκεία, θανατώθηκαν στο χωριό Μάκρη, λίγο έξω από την Αλεξανδρούπολη. Αυτοί ήταν οι Μανουήλ Παλογούδας, Μιχαήλ Κύπριος, Θεόδωρος Δημ. Καλάκου, Γεώργιος Κουρούνης και Γεώργιος, οι οποίοι τιμώνται ως νεομάρτυρες την Κυριακή του Θωμά και τα λείψανά τους φυλάσσονται στην εκκλησία της Παναγίας στη Σαμοθράκη. Την καταστροφή της Σαμοθράκης την απεικόνισε ο Γάλλος Αύγουστος Βινσόν (Αuguste Vinchon) σε έναν πίνακα με θέμα τη σφαγή της Σαμοθράκης ("Après le massacre de Samothrace"), που βρίσκεται στο Λούβρο. Το ολοκαύτωμα της Σαμοθράκης παρέμεινε άγνωστο και η τυπική αναφορά στη θυσία των κατοίκων της στην εθνική παλιγγενεσία, αναγνωρίστηκε από την Ακαδημία των Αθηνών μόλις το 1980. Το νησί απελευθερώθηκε οριστικά μετά τους Βαλκανικούς Πολέμους το 1913 -αν κακοπέρασε ένα μικρό διάστημα υπό βουλγαρική κατοχή κατά την διάρκεια του Β΄ Παγκοσμίου Πολέμου.
Το θασιακό εικοσιένα αποτελεί μια ξεχωριστή σελίδα που παρέμεινε άγνωστη, γιατί ούτε στα μαθητικά εγχειρίδια πέρασε ούτε έγινε γνωστή στους σημερινούς νέους. Για να καταλάβουμε, όμως, το μεγάλο αυτό ιστορικό γεγονός θα πρέπει ν’ ανατρέξουμε στην προεπαναστατική περίοδο. στους χρόνους κατά τους οποίους αρχίζει ν’ αφυπνίζεται και να βγαίνει από το βαθύ λήθαργό της η Θάσος, ύστερα από τις συνεχείς καταστροφικές πειρατικές επιδρομές του 16ου και 17ου αιώνα, που κατέληξαν στην εξαφάνιση των ανθηρών παραλιακών συνοικισμών της. Η ανάκαμψη αυτή διαπιστώνεται από τις αρχές του 18ου αιώνα, όταν η Θάσος αρχίζει ν’ αποβαίνει σημαντικό εμπορικό εξαγωγικό κέντρο. Γαλλικά και Βρετανικά πλοία προσεγγίζουν συχνά το λιμένα των ελαιώνων και φορτώνουν σιτάρι, λάδι, μέλι, κερί και κρασί, για να το μεταφέρουν στην Ευρώπη. Οι Θάσιοι αρχίζουν ν’ ασχολούνται με το διαμετακομιστικό εμπόριο και πλοία των Θασίων χρησιμοποιούνται για κοντινά ταξίδια. Η εμπορική ανάπτυξη επέτρεψε στους Θασίους ν’ αποκτήσουν οικονομική άνεση, ν’ ανεγείρουν ευρύχωρα σπίτια, ν’ αποκτήσουν τα πρώτα σχολεία. Στο νέο περιβάλλον που διαμορφώνεται, εμφανίζονται φωτεινές προσωπικότητες, για να δώσουν τα πρώτα αισιόδοξα μηνύματα. Σπουδαίες πνευματικές φυσιογνωμίες καλύπτουν με τη δράση τους όλο το 18ο αιώνα. Ο επίσκοπος Σεραφείμ στις αρχές του αιώνα, ο τυπογράφος Σωτήρης Δούκας στα μέσα και ο αρχιμανδρίτης Καλλίνικος Σταματιάδης στα τέλη του αιώνα αυτού. Ο τελευταίος, μάλιστα, μυήθηκε στη Φιλική Εταιρεία και, στη συνέχεια, μύησε πολλούς Θασίους, ανάμεσα στους οποίους ήταν και ο πρόεδρος της Θάσου Χατζηγιώργης Μεταξάς. Η γενίκευση της παιδείας οδήγησε στην εθνική αφύπνιση και αυτογνωσία. Στα σχολεία που λειτουργούσαν στο Καζαβήτι, στην Παναγία και στο Θεολόγο, καλλιεργήθηκε η εθνική συνείδηση, διδάχθηκε η αρχαία ιστορία, έγινε κριτική της δουλείας, ακούσθηκαν φιλελεύθερα συνθήματα. Τα διδάγματα και τα κηρύγματα της παιδείας ξεπερνούσαν τους τοίχους των σχολείων κι αγκάλιαζαν το ευρύτερο κοινό. Με τη συνεχή διαφώτιση, η Θασιακή κοινωνία προετοιμάσθηκε για τη μεγάλη αγωνιστική προβολή της, την επανάσταση του 1821. Ψυχή της επανάστασης στη Θάσο στάθηκε ο προεστός Χατζηγιώργης Μεταξάς. Στη σύσκεψη που έγινε στο σπίτι του στο Θεολόγο, υπογράμμισε, βέβαια, τους κινδύνους και εξέφρασε τις επιφυλάξεις του για την επιτυχία του κινήματος, τελικά, όμως, τα γεγονότα της εποχής του τον παρέσυραν σ’ έναν αγώνα επικίνδυνο και καταδικασμένο. Ξεσήκωσε τους συμπατριώτες του σε περιοχή που δεν κινήθηκε καμία επαρχία λόγω της παρουσίας μεγάλων τμημάτων τουρκικού στρατού. Στην απόφασή του αυτή να κηρύξει την επανάσταση στη Θάσο, οπωσδήποτε, θα συνέβαλε και η εξέγερση της γειτονικής Χαλκιδικής από την μια μεριά και η παρουσία των 800 ενόπλων Ελλήνων από την άλλη, που είχαν αποβιβάσει τα Ψαριανά πλοία. Η επανάσταση στη Θάσο εκδηλώθηκε στα τέλη Ιουνίου του 1821. Το αποβατικό άγημα του καπετάν Κανέλου, με το ντόπιο σώμα του Χατζηγιώργη χτύπησαν τους Τούρκους στον Ποτό. Όσοι Τούρκοι γλίτωσαν, κατέφυγαν στο Καζαβήτι, όπου ενώθηκαν με τους υπόλοιπους Τούρκους των άλλων χωριών. Όλοι μαζί πέρασαν τότε στην Καβάλα. Οι Θάσιοι δεν προέβησαν σε σφαγές Τούρκων. Τον ίδιο τον αγά τους τον συνέλαβαν και τον πέρασαν απέναντι, αφήνοντάς τον ελεύθερο. Ο αρχικός ενθουσιασμός για την εύκολη εσωτερική επικράτηση, μετατράπηκε γρήγορα σε αγωνία των κατοίκων, όταν πληροφορήθηκαν, μάλιστα, για το πλήθος των Τούρκων που είχαν συγκεντρωθεί στην απέναντι ακτή κι ετοιμάζονταν για απόβαση. Οι κάτοικοι του νησιού αντιλήφτηκαν τον κίνδυνο που διέτρεχαν κι, εσπευσμένα, έστειλαν απεσταλμένους των στα Ψαρά για να ζητήσουν βοήθεια. Από το υπόμνημα του Νικόδημου μαθαίνουμε ότι τα πλοία του Α. Καλημέρη και Αναγνώστη Βαλαβάνη, που κατέφθασαν έγκαιρα, βομβάρδισαν και διασκόρπισαν τα τούρκικα στίφη που είχαν συγκεντρωθεί στην Κεραμωτή. Η επανάσταση στη Θάσο δεν κράτησε για πολύ χρονικό διάστημα. Η κακή συμπεριφορά και οι βιαιοπραγίες των 300 κουρσάρων, που ήρθαν με Ψαριανά πλοία και διέμεναν στη Θάσο, επέφερε κάποια αλλαγή στα πνεύματα των Θασίων. Εξαγόραζαν οι Θάσιοι την ελευθερία τους απ’ αυτούς τους κουρσάρους, με την πληρωμή κάποιου φόρου. Η διακοπή ακόμα των σχέσεών τους με την Καβάλα, τους στοίχιζε πάρα πολύ. Γρήγορα ξαναθυμήθηκαν την παλιά τουρκοαιγυπτιακή εξουσία. Δεν πέρασε καλά καλά ένα εξάμηνο από τότε που είχαν κηρύξει την επανάσταση και οι Θάσιοι, μόνοι τους, ζήτησαν την υποταγή τους στους Τούρκους με τον όρο να πληρώσουν τους φόρους που δεν είχαν καταβάλει κατά την διάρκεια της επανάστασης. Έκθεση της 24ης Δεκεμβρίου του 1821 του Αυστριακού προξένου Θεσσαλονίκης αναφέρει την υποταγή του Άθω και της Θάσου. Η υποταγή έγινε με τη συμφωνία να καταθέσουν οι Έλληνες τα όπλα και να μην μπαίνει κανένας ένοπλος Τούρκος μέσα στις περιοχές αυτές. Οι Νεότουρκοι, μετά την προκήρυξη του τουρκικού συντάγματος, και όταν αντιβασιλιάς της Αιγύπτου ήταν ο Αμπάς Χιλμί πασάς, αφαίρεσαν όλα τα προνόμια που είχαν δοθεί στο νησί από τον Μωχάμετ Άλι. Η Θάσος περέμεινε κάτω από την εξουσία του Αμπάς Χιλμί μέχρι τους Βαλκανικούς Πολέμους και στη συνέχεια ελευθερώθηκε από τον ελληνικό στρατό και στόλο (Οκτώβριος 1912). Από τότε αποτελούσε μέρος της Ελληνικής Δημοκρατίας, όπως προέκυψε από τη Συνθήκη του Βουκουρεστίου. Όσο οι Τούρκοι κατείχαν ξανά την Ελλάδα (1902-1912), οι δάσκαλοι, οι ιερείς και οι συγγραφείς καλλιέργησαν την εθνική συνείδηση του λαού. Έτσι, ο Σεπτέμβριος του 1912 βρήκε τον ελληνικό λαό πατριωτικά, ψυχολογικά και πνευματικά έτοιμο να πολεμήσει μαζί με τους Σέρβους και τους Βούλγαρους για να αποτινάξουν τον τουρκικό ζυγό από τα νησιά και τα εδάφη γύρω από το όρος Όλυμπος. Τον Ιούνιο του 1912, οι Βούλγαροι επιτέθηκαν στους Σέρβους στη Γευγελή και στους Έλληνες στις απελευθερωμένες περιοχές, γεγονός που αποτέλεσε την έναρξη του 2ου Βαλκανικού Πολέμου. Την ίδια εποχή άρχισε να δραστηριοποιείται ο ελληνικός στόλος στο Αιγαίο, κάτι που οδήγησε το ναύαρχο Κουντουριώτη να υπογράψει τον Οκτώβριο του 1912 την προκήρυξη. Στις 18 του ίδιου μήνα η «λόγχη» και η «καταιγίδα» του στόλου μαζί με το μεταγωγικό πλοίο «Πύλος» κατέλαβαν τη Θάσο. Μετά την απελευθέρωση της Θάσου, ο Κωνσταντίνος Μελάς, ο αδερφός του διάσημου μακεδονομάχου Παύλου Μελά, διορίζεται ως προσωρινός κυβερνήτης. Σε ένα γράμμα του προς την Πηνελόπη Δέλτα, αναφέρει τη Θάσο ως το ομορφότερο ελληνικό νησί, έναν αληθινό παράδεισο με γνήσιους Έλληνες, ακλόνητους πατριώτες και ευαίσθητο λαό. Αμέσως μετά την απελευθέρωση της Θάσου, εστάλη στην περιοχή ο καθηγητής του Πανεπιστημίου Αθηνών Γεώργιος Σωτηριάδης, ο πρώτος έφορος των αρχαίων και χριστιανικών μνημείων του νησιού. Όσον αφορά την περίοδο μεταξύ 1920-1940, τα πιο σημαντικά γεγονότα του νησιού ήταν η άφιξη των προσφύγων της Μικράς Ασίας και της Θράκης μετά την καταστροφή του 1922, και η απαλλοτρίωση της ακίνητης περιουσίας των μοναστηριών του Αγίου Όρους, η οποία μοιράστηκε με τους κατοίκους του νησιού, έπειτα από πρωτοβουλία του ιδιωτικού μέλους Αυγούστου Θεολογίτη.
Το 1538 η Σκυρος κατελήφθη από τον Χαϊρεντίν Μπαρμπαρόσα και έγινε τμήμα της Οθωμανικής Αυτοκρατορίας. Το νησί απέκτησε προνόμια και δεν είχε τουρκική φρουρά, αλλά υπέφερε από τις επιδρομές πειρατών, με αποτέλεσμα οι κάτοικοί του να καταφύγουν στο Κάστρο. Από τους περιηγητές, μόνο ο Tournefort επισκέφτηκε το νησί, το 1702, ο οποίος αναφέρει ότι στο νησί υπάρχει μόνο ένας οικισμός, κτισμένος κάτω από απόκρημνο βράχο με κωνική μορφή. Αναφέρει ότι ο πληθυσμός του ήταν 300 οικογένειες. Το νησί συμμετείχε στην ελληνική επανάσταση του 1821, προσφέροντας οικονομική και ναυτική βοήθεια και αργότερα εντάχθηκε στο νεοσύστατο ελληνικό κράτος. Ο διάσημος Άγγλος ποιητής Ρούπερτ Μπρουκ είναι θαμμένος στην Σκύρο, ο οποίος πέθανε σε ένα γαλλικό πλοίο νοσοκομείο αγκυροβολημένο στα ανοικτά της νήσου το 1915, κατά τη διάρκεια του Πρώτου Παγκοσμίου Πολέμου. Στις γιορτές του τριωδίου επικρατεί το έθιμο του Γέρου και της Κορέλλας. Ο «Γέρος» είναι ντυμένος με μια μαλλιαρή μαύρη κάπα και φοράει μάσκα από δέρμα κατσικιού και στη μέση ζώνη με κουδούνια κοπαδιού και τον συνοδεύουν η «Κορέλα», νεαρός άνδρας ντυμένος με παραδοσιακή γυναικεία φορεσιά, και ο «Φράγκος», ο οποίος φοράει μάσκα και ένα μεγάλο κουδούνι στη μέση του. Το δεύτερο σκέλος του σκυριανού καρναβαλιού είναι γνωστό ως Τράτα και περιλαμβάνει την απαγγελία σατυρικών στίχων.
Η Σκιάθος είχε σημαντική συνεισφορά με το ναυτικό της στην Ελληνική Επανάσταση του 1821 και αποτέλεσε τμήμα του πρώτου ελληνικού κράτους. Το
1829 οι Σκιαθίτες εγκατέλειψαν το Κάστρο και επέστρεψαν στην παλαιά βυζαντινή πολίχνη, τη σημερινή πόλη της Σκιάθου. Tο 1919 βρήκαν καταφύγιο στο νησί Έλληνες Μικρασιάτες από το χωριό Αγία Παρασκευή Τσεσμέ της Μικράς Ασίας καθώς αντιμετώπιζαν διωγμούς από τους Τούρκους. Όταν κατέπαυσαν οι τουρκικές βιαιότητες -παροδικά όπως θα αποδεικνυόταν- επανέκαμψαν στη Μικρά Ασία. Μετά τη Μικρασιατική Καταστροφή του 1922 , οι ίδιες οικογένειες εγκαταστάθηκαν μόνιμα στο νησί. Η εγκατάσταση των Μικρασιατών στη Σκιάθο έγινε αφενός γιατί την είχαν γνωρίσει ως τόπο κατά την πρώτη εγκατάστασή τους το 1919, αφετέρου διότι θύμιζε σε αυτούς την παραθαλάσσια πατρίδα τους στη Μικρά Ασία. Έτσι, το νησί εμπλουτίστηκε πληθυσμιακά, πολιτισμικά και οικονομικά.
Μετά τη λεηλασία της Σκοπέλου από τον Μπαρμπαρόσα το 1538, υποδουλώθηκε το νησί από τους Τούρκους, στην κυριαρχία των οποίων έμεινε μέχρι το 1830, οπότε ενώθηκε με την Ελλάδα, που μόλις είχε ιδρυθεί. Το 1538 μ.Χ. η Σκόπελος καταλαμβάνεται και καταστρέφεται από τον Τούρκο αρχιναύαρχο του οθωμανικού στόλου Χαϊρεντίν Μπαρμπαρόσα και έκτοτε αρχίζει η τουρκική κυριαρχία. Το νησί δεν πρέπει πάντως να ερημώθηκε εντελώς, γιατί λίγο μετά το 1538 παρατηρείται άνθηση στην ανέγερση εκκλησιών.
Στα χρόνια της τουρκοκρατίας η Σκόπελος διατηρεί τα προνόμια που απολάμβανε και επί Βενετών και έχει την τύχη να μην υπάρχει μόνιμος τούρκικος πληθυσμός στο νησί. Περιηγητές που επισκέπτονται τη Σκόπελο από τον 16ο έως τον 19ο αι. μιλούν για μια πόλη πολυάριθμη, με μεγάλη οικονομική ευρωστία. Από τον 18ο αι. άλλωστε υπάρχει αξιόλογη εμπορική δραστηριότητα των κατοίκων του νησιού. Από το 1750 οι πρώτοι κλέφτες και αρματολοί άρχισαν να έρχονται στο νησί από τον Όλυμπο, την Χαλκιδική και τη Θεσσαλία. Στην προεπαναστατική Ελλάδα, η Σκόπελος αποτέλεσε το λημέρι των αγωνιστών Νικοτσάρα και Γιάννη Σταθά. Αλλά από το 1810 υπήρχαν διαμάχες μεταξύ των ντόπιων και των αρματολών της ηπειρωτικής Ελλάδας. Κατά την διάρκεια της Επανάστασης του 1821, η Σκόπελος έλαβε ενεργό μέρος στον αγώνα οι καπετάνιοι της Σκοπέλου βοήθησαν τους αδερφούς τους όποτε χρειάστηκε η βοήθεια τους. Όταν η επανάσταση απέτυχε στην Θεσσαλία και τη Μακεδονία, 70.000 ψυχές, άντρες, γυναίκες, παιδιά, εγκαταστάθηκαν πάλι στο νησί καταβεβλημένοι από τις επιδημίες και τη φτώχεια. Τελικά η Σκόπελος έγινε τμήμα του πρώτου Ελληνικού Κράτους, το 1830, στα όρια του οποίου περιελήφθησαν και οι Βόρειες Σποράδες, όπου και τελείωναν τα βόρεια σύνορα του νεοσύστατου κράτους.
Η Αλόννησος, όπως και τα γειτονικά νησιά, περιήλθε στην κατοχή των Φράγκων, ενώ, μαζί με τη Σκόπελο, αποτέλεσε φέουδο εναλλασσόμενων κατακτητών. Τελικά, το 1538 ο οθωμανικός στόλος υπό τον Χαϊρεντίν Μπαρμπαρόσα επέβαλε την οθωμανική κυριαρχία στο νησί. Κατά τη διάρκεια της επανάστασης του 1821 και κατά τα πρώτα χρόνια της απελευθέρωσης του ελληνικού έθνους, κατέφυγαν στην Αλόννησο Έλληνες από διάφορα μέρη της Ελλάδας. Αυτοί, μαζί με τους αυτόχθονες του νησιού, αποτέλεσαν τον πρώτο πυρήνα του σημερινού πληθυσμού της Αλοννήσου. Μετά την απελευθέρωση των Σποράδων (1830), οπότε δόθηκε στην Αλόννησο η σημερινή ονομασία της, αναπτύχθηκε οικονομική δραστηριότητα στους τομείς της γεωργίας, της ξυλογλυπτικής και του εμπορίου. Ο Β΄ Παγκόσμιος Πόλεμος ανέκοψε τους ρυθμούς ανάπτυξης. Στις 9 Μαρτίου του 1965, στις 9.30 το βράδυ, ισχυρός σεισμός στο υπέδαφος του Βόρειου Ευβοϊκού Κόλπου έγινε αισθητός σε σχεδόν ολόκληρη την ηπειρωτική Ελλάδα, από την Πελοπόννησο μέχρι την Αλεξανδρούπολη. Τις μεγαλύτερες καταστροφές υπέστη η Αλόννησος, η οποία ουσιαστικά ισοπεδώθηκε. Το μικρό νησί των 2.000 τότε κατοίκων θρήνησε δύο νεκρούς, γυναίκες ηλικιωμένες που δεν πρόλαβαν να βγουν από τα σπίτια τους που κατέρρευσαν. Οι υλικές ζημιές, ωστόσο, ήταν τεράστιες. Ελάχιστα ήταν τα σπίτια που δεν είχαν καταρρεύσει πλήρως ή καταστεί "επικινδύνως ετοιμόρροπα" ενώ -ένδειξη τόσο του χάους που προκάλεσε ο σεισμός όσο και της κατάστασης της Ελλάδας- οι αρχές της Μαγνησίας δεν πληροφορήθηκαν την καταστροφή παρά πολλές ώρες αργότερα, στις τέσσερις το πρωί της επομένης. Οι προσπάθειες αποκατάστασης των σεισμόπληκτων άρχισαν σχεδόν αμέσως, αλλά τα πρώτα εφόδια δεν έφτασαν στο νησί παρά την επομένη. Μέχρι τότε, οι σεισμόπληκτοι έμειναν εντελώς αβοήθητοι. Ύστερα από ανάπαυλα λίγων ημερών, στις 14 Μαρτίου, ένας νέος σεισμός με το ίδιο επίκεντρο ολοκλήρωσε την καταστροφή, πλήττοντας αυτή τη φορά και τη Σκόπελο, χωρίς να υπάρξουν άλλα ανθρώπινα θύματα.
Πηγή: https://el.m.wikipedia.org/wiki/Αλόννησος

http://skopelosweb.gr/skopelos/article/skopelos_history_byzanz

https://el.m.wikipedia.org/wiki/Σκόπελος

https://el.m.wikipedia.org/wiki/Σκιάθος

https://el.m.wikipedia.org/wiki/Σκύρος

http://www.stoxos.gr/2011/10/blog-post_8708.html?m=1

http://www.thassos-island.gr/el/ιστορία/item/515-η-θάσος-κατά-την-επανάσταση-του-1821.html

https://el.m.wikipedia.org/wiki/Σαμοθράκη

https://el.m.wikipedia.org/wiki/Ολοκαύτωμα_της_Σαμοθράκης

Η ιστορία των νησιών του Βορείου Αιγαίου κατά την Βυζαντινή περίοδο και τον Μεσαίωνα

Το Θέμα Αιγαίου Πελάγους ήταν βυζαντινή επαρχία στα βόρεια του Αιγαίου Πελάγους η οποία δημιουργήθηκε στα μέσα του 9ου αιώνα. Ήταν ένα από τα τρία ναυτικά θέματα της αυτοκρατορίας και χρησίμευε, κυρίως, στην προμήθεια του βυζαντινού ναυτικού με πλοία και στρατό, αν και χρησίμευε επίσης και ως πολιτική διοικητική περιφέρεια. Οι καταβολές του θέματος βρίσκονται στην επαρχία των νησιών κατά την ύστερη αρχαιότητα που περιελάμβανε τα νησιά του Αιγαίου Πελάγους άνω της Τενέδου. Ο όρος του « Αιγαίου Πελάγους » κάνει για πρώτη φορά την εμφάνισή του στις πηγές ως διοικητική περιφέρεια στις αρχές του 8ου αιώνα. Από στρατιωτικής άποψης, τα νησιά βρίσκονταν υπό την διοίκηση του σώματος των Καραβισιάνων και στη συνέχεια του θέματος των Κιβυρραιωτών. Μετά τα τέλη του 8ου αιώνα , δύο ναυτικές διοικήσεις έκαναν την εμφάνισή τους στην περιοχή του Αιγαίου Πελάγους: ο δρουγγάριος του Αιγαίου Πελάγους, ο οποίος ήλεγχε το βόρειο τμήμα, καθώς και ο δρουγγάριος της Δωδεκανήσου (ονομασία που αναφέρεται στις Κυκλάδες) ή του Κόλπου, υπεύθυνος του νότιου τμήματος. Η πρώτη ναυτική διοίκηση, η οποίο στην πορεία εξελίχθηκε στο Θέμα Αιγαίου Πελάγους, περιελάμβανε τα βόρεια νησιά του Αιγαίου, καθώς και τα Δαρδανέλλια και τα νότια παράλια της Προποντίδας, ενώ η δεύτερη μετατράπηκε στην πορεία στο θέμα της Σάμου. Το θέμα του Αιγαίου Πελάγους δημιουργήθηκε το 843. Κατέστη ένα κανονικό θέμα με πολιτικές, φορολογικές και στρατιωτικές αρμοδιότητες, ενώ υποδιαιρούνταν σε τούρμες και βάνδα . Εντός των Δαρδανελλίων και της Προποντίδας, ο δρουγγάριος και αργότερα ο στρατηγός μοιράζονταν την εξουσία τους με τον κόμη του θέματος του Οψικίου . Όπως συνέβαινε και στην περίπτωση του θέματος της Σάμου, ο κόμης του Οψικίου ήταν, ενδεχομένως, υπεύθυνος και για την τοπική πολιτική διοίκηση και άμυνα, ενώ το θέμα του Αιγαίου Πελάγους ήταν μονάχα υπεύθυνο για τον εξοπλισμό των πλοίων. Η ιδέα αυτή φαίνεται να ενισχύεται από το γεγονός ότι οι κάτοικοι του θέματος του Οψικίου, και κυρίως οι Σλάβοι, χρησίμευαν ως στρατιώτες του ναυτικού κατά τον 10ο αιώνα. Τα κυριότερα νησιά του θέματος ήταν η Λέσβος (η πρωτεύουσα του θέματος), η Λήμνος, η Ίμβρος , η Τένεδος και η Χίος (προτού ενσωματωθεί στο θέμα της Σάμου), οι Σποράδες και οι Κυκλάδες. Οι Κυκλάδες πιθανώς ενσωματώθηκαν εντός του θέματος του Αιγαίου όταν η ναυτική διοίκηση Δωδεκανήσου/Κόλπου διαιρέθηκε και το θέμα της Σάμου δημιουργήθηκε στα τέλη του 9ου αιώνα. Το 911, οι δυνάμεις του θέματος υπολογίζονταν σε 2.610 ναύτες και 400 στρατιώτες του ναυτικού. Η επαρχία κατάφερε να επιβιώσει μέχρι και τις αρχές του 11ου αιώνα, όταν και ξεκίνησε η διαίρεσή του σε μικρότερες διοικήσεις. Ως εκ τούτου, οι Κυκλάδες και οι Σποράδες , η Χίος και η περιοχή της Άβυδου διέθεταν, πλέον, δικό τους στρατηγό. Το θέμα του Αιγαίου κατέστη μια απλή πολιτική επαρχία, η οποία περιελάμβανε αποκλειστικά τα παράλια της Προποντίδας, καθώς και τα περίχωρα της Κωνσταντινούπολης. Στα τέλη του 12ου αιώνα, τα υπολείμματα του πρώην θεματικού στόλου ενσωματώθηκαν στο ενοποιημένο αυτοκρατορικό ναυτικό με έδρα την Κωνσταντινούπολη, διοικητής του οποίου ήταν ο Μέγας Δουξ. Στη συνέχεια, κατά τον 12ο αιώνα, το θέμα του Αιγαίου φαίνεται να συγχωνεύτηκε με το θέμα του Οψικίου, κάτι που επιβεβαιώνεται από σχετική αναφορά στο Partitio terrarum imperii Romaniae το 1204. Οι δυτικοί κατακτητές της Κωνσταντινούπολης προχώρησαν στον διαμερισμό των προηγούμενων εδαφών της Βυζαντινής Αυτοκρατορίας μεταξύ τους με μαθηματική ακρίβεια: Ένα τέταρτο κατανεμήθηκε στον Αυτοκράτορα, τρία όγδοα δόθηκαν στη Βενετία ως αμοιβή για τη μεταφορά, τις προμήθειες και τη ναυτική υποστήριξη και τα υπόλοιπα τρία όγδοα επρόκειτο να διανεμηθούν μεταξύ των Λατίνων ιπποτών ως τιμάρια. Η ίδια η Κωνσταντινούπολη μοιράστηκε εξίσου μεταξύ του Αυτοκράτορα και των Βενετών. Στην πραγματικότητα οι Λατίνοι δεν ήλεγχαν ολόκληρη την περιοχή που διεκδικούσαν επειδή υπήρχαν θύλακες αντίστασης με επικεφαλής βυζαντινούς ή τοπικούς αξιωματούχους. Από την πρώτη επίσημη και καταγεγραμμένη μοιρασιά το φθινόπωρο του 1204 μ.Χ. προέκυψαν 2 μεγάλες σφαίρες επιρροής: των Βενετών, που αποδείχτηκε η μακροβιότερη και διέθετε την αόρατη συνοχή του εμπορίου, και των Φράγκων, που όμως ήταν κατακερματισμένοι και δίχως ουσιαστικά πολιτική στήριξη από τις πατρίδες τους. Η βενετοκρατία στον ελλαδικό χώρο ξεκινά στις 13 Απριλίου του 1204 όταν κατακτήθηκε η Κωνσταντινούπολη από τους Βενετούς και φράγκους ιππότες στην διάρκεια της 4ης σταυροφορίας. Οι Βενετοί πήραν στην κατοχή τους νευραλγικά σημεία και εμπορικούς σταθμούς και λιμάνια στα Βαλκάνια ανάμεσα στα οποία ήταν: το Δυρράχιο, τα Επτάνησα, η Ναύπακτος, η Πύλος, η Μεθώνη, η Κορώνη, η Πάτρα, η Κόρινθος, το Άργος, το Ναύπλιο, η Κρήτη, η Κάρπαθος και η Κάσος, η Αστυπάλαια, οι Κυκλάδες, η Αθήνα, η Εύβοια, η Τένεδος, η Καλλίπολης, η Ραιδεστός. Επίσης τα 3/8 της Κωνσταντινούπολης και της Αγίας Σοφίας. Αργότερα στις κτήσεις αυτές προστέθηκε και η Κύπρος το 1489 δημιουργώντας την πρώτη αποικιακή «αυτοκρατορία» του Μεσαίωνα. Ο Οίκος των Γκαττιλούζι (Gattilusio), εξελληνισμένα οι Γατελούζοι ή Κατελούζοι, υπήρξε ισχυρή οικογένεια πατρικίων της Γένοβας της Ιταλίας. Έγιναν άρχοντες της Λέσβου, Λήμνου, Αίνου Θράκης, Σαμοθράκης, Θάσου και Φώκαιας. Η οικογένεια έδωσε τέσσερις γενιές ηγεμόνων της Λέσβου. 1η γενιά: To 1354 ο Φραντσέσκο Α΄ Γκαττιλούζιο βοήθησε τον Ιωάννη Ε' Παλαιολόγο να ανακαταλάβει τον θρόνο του από τον Ιωάννη ΣΤ' Καντακουζηνό . Το επόμενο έτος ο Ιωάννης Ε' τον ενύμφευσε με την αδελφή του Ειρήνη (Μαρία) και του έδωσε τη Λέσβο ως κληρονομική ηγεμονία. Από εκεί, οι Γκαττιλούζι εξάπλωσαν την ισχύ τους και σε άλλες περιοχές του Αιγαίου ιδρύοντας αποικίες. Με συνοικέσια συνδέθηκαν οικογενειακά με την βυζαντινή αυτοκρατορία και με ευγενικούς χριστιανικούς οίκους στον χώρο της Μεσογείου. Έχασαν τελικά την επιρροή τους και τα υπάρχοντά τους με την επέκταση των Τούρκων στην Μικρά Ασία και στο Αιγαίο. Ο γενάρχης Φραντσέσκο Α΄, ηγεμών Λέσβου (1355-84) και η Μαρία Παλαιολογίνα μαζί με τα παιδιά τους Αντρόνικο και Ντομένικο σκοτώθηκαν σε σεισμό το 1384. 2η γενιά: Διαδέχθηκε τον πατέρα του ο τρίτος υιός Φραντσέσκο Β' ως ηγεμών της Λέσβου (1384-1404) που είχε τέκνα: 3η γενιά: Τζάκοπο, ηγεμών της Λέσβου (1403/4-28), Ντορίνο Α' , ηγεμών της Λέσβου (1428-55), Παλαμέντε, ηγεμών της Αίνου (1409-55), πατέρας του Ντορίνο Β' ηγεμόνος Αίνου. Ιρένε, σύζυγος του Ιωάννη Ζ' Παλαιολόγο, Ελένα, σύζυγος του Στεφάν Λαζάρεβιτς, ηγεμόνα της Σερβίας. Ο 1ος υιός Τζάκοπο νυμφεύτηκε την Μπόνα Γκριμάλντι και η κόρη τους παντρεύτηκε τον Νικολό Κρίσπο, άρχοντα της Σύρου. Τον διαδέχθηκε ο αδελφός του Ντορίνο Α' που η σύζυγός του Οριέττα Ντόρια αμύνθηκε γενναία και έσωσε το κάστρο της Μήθυμνας στη Λέσβο κατά την πολιορκία του τo 1450 από τους Τούρκους. Ο Ντορίνο και η Οριέττα είχαν τα εξής τέκνα: 4η γενιά: Φραντσέσκο Γ' κύριος Θάσου, Ντομένικο , ηγεμών της Λέσβου (1455-58), Νικολό, ηγεμών της Λέσβου (1458-62), Τζινέβρα, σύζυγος του Τζάκομο Β΄ Κρίσπο, δούκα της Νάξου (του Αρχιπελάγους), Κατερίνα, σύζυγος του Κωνσταντίνου ΙΑ' Παλαιολόγου, Μαρία, σύζυγος Αλεξάνδρου Μεγάλου Κομνηνού, υιού Αλεξίου Δ' αυτοκράτορος Τραπεζούντος. Ο τελευταίος προσπάθησε ανεπιτυχώς να αντισταθεί κατά την πολιορκία του κάστρου της Μυτιλήνης από τους Τούρκους, οι οποίοι τελικά κατέλαβαν την πόλη μαζί με όλο το νησί (άλωση Μυτιλήνης, 1462). Οι Βυζαντινοί ήταν οι επόμενοι κυρίαρχοι του νησιού της Σαμοθράκης μετα τους Ρωμαίους μέχρι το 1204. Στο νησί εξορίστηκε, κατά τη διάρκεια της εικονομαχίας, και πέθανε ο χρονογράφος και άγιος της Ορθοδόξου Εκκλησίας Θεοφάνης ο ομολογητής (760-817μ.Χ.). Αργότερα ήρθαν ως κυρίαρχοι οι Ενετοί και μετά η Γενουάτικη οικογένεια των Γατελούζων το 1355. Τα Γενουάτικα οχυρά παραμένουν, μάλιστα ο "Πύργος των Γκατιλούζι" αποτελεί ένα ακόμη πολύ σημαντικό μνημείο. Η Οθωμανική Αυτοκρατορία κατέκτησε τη Σαμοθράκη το 1457 μ.χ. Στα αυτοκρατορικά Ρωμαϊκά χρόνια η Θάσος δέχεται και καλλιεργεί την αυτοκρατορική λατρεία και ευεργετείται από τους αυτοκράτορες, ιδιαίτερα τον Αδριανό και γνωρίζει ευημερία τουλάχιστον μέχρι την καταστροφική επιδρομή των Ερούλων το 267-270 μ.Χ. Η πόλη θα συνέρθει από την καταστροφή και θα ξανακτιστεί. Με τον ερχομό του Χριστιανισμού, μετά την καθιέρωσή του ως επίσημης θρησκείας της ανατολικής ρωμαϊκής αυτοκρατορίας, χτίζονται στο νησί πολλές εκκλησίες, αλλά και πολυτελείς κατοικίες. Νέο και οριστικό πλήγμα επέρχεται στις αρχές του 7ου αιώνα π.Χ. με τις επιδρομές των Σλάβων. Η πόλη κοντά στο λιμάνι εγκαταλείπεται και οι κάτοικοι καταφεύγουν στα υψώματα της Ακρόπολης. Δεν γνωρίζουμε πολλά πράγματα για την τύχη του νησιού κατά τον Μεσαίωνα. Τον 13ο αιώνα μ.Χ. βρίσκεται στην δικαιοδοσία των Βυζαντινών. Στα μέσα του 14ου αιώνα πέφτει στα χέρια Τούρκων πειρατών και το 1357 το ανακτούν δύο βυζαντινοί άρχοντες, ο Ιωάννης και ο Αλέξιος. Το 1414, ο Μανουήλ Β΄ Παλαιολόγος δωρίζει το νησί στον Γενοβέζο Jacomo Gattilusi, ενώ στους επόμενους αιώνες βρίσκεται πότε στα χέρια των Τούρκων και πότε των Βενετών. Κατά τη διάρκεια της Βυζαντινής εποχής, η Σκύρος ανήκε στο θέμα Αιγαίου. Το 1204, η Σκύρος, μαζί με τις υπόλοιπες Σποράδες, πέρασε στην κατοχή των αδελφών Γκίζη, του Ιερεμία Γκίζη. Το 1538 κατελήφθη από τον Χαϊρεντίν Μπαρμπαρόσα και έγινε τμήμα της Οθωμανικής Αυτοκρατορίας. Το νησί απέκτησε προνόμια και δεν είχε τουρκική φρουρά, αλλά υπέφερε από τις επιδρομές πειρατών, με αποτέλεσμα οι κάτοικοί του να καταφύγουν στο Κάστρο. Για τη Βυζαντινή περίοδο στην Σκιάθο δεν έχουμε πολλές πληροφορίες. Το 758 μ.Χ. επί αυτοκράτορος Κωνσταντίνου του Κοπρώνυμου , στο λιμάνι της Σκιάθου ήταν αγκυροβολημένος ο Βυζαντινός στόλος οποίος έσπευσε να βοηθήσει την Θεσσαλονίκη που επρόκειτο να της επιτεθούν οι Βούλγαροι και οι Σλάβοι. Είναι γνωστό πάντως πως το νησί υπέφερε πολύ από επιδρομές πειρατών. Το φαινόμενο της πειρατείας συνεχίστηκε τόσο κατά τη διάρκεια της σύντομης Βενετοκρατίας, όσο και στην Τουρκοκρατία. Το 1207 οι αδελφοί Γκύζη κατέλαβαν το νησί και έχτισαν το Μπούρτζι, ένα μικρό ενετικό φρούριο- παρόμοιο με το Μπούρτζι στο Ναύπλιο- σε ένα νησάκι ακριβώς έξω από την πόλη της Σκιάθου, για να προστατεύσουν την πρωτεύουσα από τους πειρατές. Οι αδελφοί Γκύζι και οι διάδοχοί τους εξουσίαζαν τα νησιά την περίοδο 1204 -1276, έως ότου ο Βυζαντινός στόλος τους έδιωξε από τις Βόρειες Σποράδες. Το φρούριο Μπούρτζι απεδείχθη αναποτελεσματικό για την προστασία του πληθυσμού από τις πειρατικές επιδρομές και, στα μέσα του 14ου αιώνα, οι κάτοικοι εγκατέλειψαν τη βυζαντινή πολίχνη και εγκαταστάθηκαν σε ένα φυσικό οχυρό στο βόρειο τμήμα του νησιού, που το τείχισαν. Το Κάστρο αυτό ιδρύθηκε περί τα μέσα του 14ου αιώνα. Τον 4ο αιώνα επίσκοπος Σκοπέλου ήταν ο Άγιος Ρηγίνος, ο οποίος σήμερα είναι πολιούχος άγιος της Σκοπέλου. Κατά την περίοδο της Φραγκοκρατίας το νησί ανήκε στην οικογένεια Γκίζη. Μετά τη λεηλασία της από τον Μπαρμπαρόσα το 1538, υποδουλώθηκε από τους Τούρκους. Δεν υπάρχει καμία σχεδόν πληροφορία για την ιστορία της Ίκου της Αλοννησου έως την Άλωση της Κωνσταντινούπολης από τους Φράγκους (1204) . Τότε η Αλόννησος, όπως και τα γειτονικά νησιά, περιήλθε στην κατοχή των Φράγκων, ενώ, μαζί με τη Σκόπελο, αποτέλεσε φέουδο εναλλασσόμενων κατακτητών. Τελικά, το 1538 ο οθωμανικός στόλος υπό τον Χαϊρεντίν Μπαρμπαρόσα επέβαλε την οθωμανική κυριαρχία στο νησί.
Πηγή: https://el.m.wikipedia.org/wiki/Οίκος_των_Γκαττιλούζι

https://el.m.wikipedia.org/wiki/Λατινοκρατία

https://el.m.wikipedia.org/wiki/Βενετοκρατία_στον_ελλαδικό_χώρο

https://el.m.wikipedia.org/wiki/Αλόννησος

https://el.m.wikipedia.org/wiki/Σκόπελος

https://el.m.wikipedia.org/wiki/Σκιάθος

https://el.m.wikipedia.org/wiki/Σκύρος

http://tgotn.blogspot.com/2014/12/blog-post_97.html?m=1

https://el.m.wikipedia.org/wiki/Σαμοθράκη

Η ιστορία των νησιών του Βορείου Αιγαίου κατά την Αρχαιότητα

Η Σαμοθράκη είναι νησί του Θρακικού Πελάγους. Βρίσκεται στο Βορειοανατολικό τμήμα του Αιγαίου μεταξύ των νησιών Λήμνος, Ίμβρος και Θάσος, και απέχει 24 ναυτικά μίλια από την Αλεξανδρούπολη. Η επιφάνεια του νησιού είναι 178 τετραγωνικά χιλιόμετρα, ενώ η υψηλότερη κορυφή του έχει υψόμετρο 1.611 μέτρα. Με αυτό το ύψος, η Σαμοθράκη είναι το ψηλότερο ελληνικό νησί στο Αιγαίο -με την εξαίρεση των δύο μεγαλονήσων, της Κρήτης και της Εύβοιας. Το όνομα του βουνού είναι Σάος , αλλά οι ντόπιοι το ονομάζουν «Φεγγάρι» (όπως και την υψηλότερη κορυφή του), καθώς είναι «τόσο ψηλό που κρύβει το φεγγάρι». Εξάλλου, το όνομα του νησιού σημαίνει «ψηλή Θράκη» -από το αρχαιοελληνικό σάμος = υψηλή. Η Σαμοθράκη αποτελεί τον ομώνυμο δήμο και υπάγεται διοικητικά στην Περιφερειακή Ενότητα Έβρου . Ο μόνιμος πληθυσμός σύμφωνα με την απογραφή του 2011 είναι 2.840 κάτοικοι. Μέσω του λιμανιού της Καμαριώτισσας η Σαμοθράκη συνδέεται ακτοπλοϊκά κυρίως με την Αλεξανδρούπολη και δευτερευόντως με την Καβάλα , το Λαύριο καθώς και με άλλα νησιά του Αιγαίου. Η οικονομία της Σαμοθράκης βασίζεται επί το πλείστον στον τουρισμό και την αλιεία. Η Σαμοθράκη είναι παγκοσμίως γνωστή λόγω του διάσημου αρχαιοελληνικού αγάλματος της Νίκης, το οποίο βρέθηκε το 1863 στο νησί. Το άγαλμα, ύψους 2,75 μέτρων, εκτίθεται στο Μουσείο του Λούβρου, στο Παρίσι. Επιπλέον, στην αρχαιότητα, στο νησί λάμβαναν χώρα τα Καβείρια Μυστήρια, αποκρυφιστικές τελετές που το περιεχόμενο τους δεν έχει διαλευκανθεί απόλυτα μέχρι σήμερα. Η Σαμοθράκη είχε μεγάλο θρησκευτικό ενδιαφέρον λόγω των Καβειρίων Μυστηρίων. Τα μυστήρια τελούνταν στο χώρο του «Ιερού των Μεγάλων Θεών» , που αποτελεί τώρα το σημαντικότερο αρχαιολογικό τόπο στο νησί. Λέγεται πως στα Καβείρια Μυστήρια συναντήθηκαν για πρώτη φορά οι γονείς του Μεγάλου Αλεξάνδρου, ο Φίλιππος Β' και η Ολυμπιάδα , και πως στο νησί πραγματοποιήθηκε η σύλληψη του μεγάλου στρατηλάτη. Στα Καβείρια Μυστήρια μπορούσαν να πάρουν μέρος ελεύθεροι πολίτες αλλά και δούλοι - σε αντίθεση με τα Ελευσίνια Μυστήρια, όπου απαγορευόταν η συμμετοχή των δούλων. Η Σαμοθράκη κατοικήθηκε για πρώτη φορά από τους Πελασγούς και αργότερα από τους Θράκες. Η αρχαία πόλη, η Παλαιόπολη, βρίσκεται στα βόρεια του νησιού, ενώ παραμένουν τα επιβλητικά αρχαία τείχη της, χτισμένα σε Κυκλώπειο ύφος. Στα τέλη του 8ου αιώνα π.Χ. το νησί αποικίσθηκε από Έλληνες της Σάμου. Καταλήφθηκε από τους Πέρσες το 508 π.Χ., αλλά αργότερα βρέθηκε κάτω από τον έλεγχο της Αθήνας. Στη συνέχεια και μέχρι το 168 π.Χ. βρισκόταν κάτω από μακεδονική κυριαρχία. Κατά τη ρωμαϊκή και ιδιαίτερα την αυτοκρατορική περίοδο, χάρη στο ενδιαφέρον των Ρωμαίων αυτοκρατόρων και το σεβασμό τους προς τους Μεγάλους Θεούς, η ακτινοβολία της Σαμοθράκης είχε πια ξεπεράσει τα σύνορα του ελλαδικού χώρου και έγινε διεθνές θρησκευτικό κέντρο, όπου συνέρρεαν πλήθη προσκυνητών (αξιωματούχων και απλών πολιτών) απ' όλο το ρωμαϊκό κόσμο. Εκτός από το ιερό της Σαμοθράκης, στη μεγάλη ανάπτυξή της είχαν συμβάλει επίσης τα δυο λιμάνια που διέθετε η πόλη και τα οποία αποτελούσαν έναν από τους κυριότερους σταθμούς για τα πλοία που χρησιμοποιούσαν το θαλάσσιο δρόμο Τρωάδας-Μακεδονίας, ενώ πρόσφεραν παράλληλα στους κατοίκους της τις απαραίτητες προϋποθέσεις για την ανάπτυξη αξιόλογης εμπορικής δραστηριότητας. Επιπλέον η Σαμοθράκη είχε το μεγάλο προνόμιο, όπως και η Θάσος, να εκμεταλλεύεται τις φυσικές πηγές πλούτου όχι μόνο του νησιού αλλά και της περαίας της (της «Ηπείρου» ή «ιεράς χώρας» των Μεγάλων Θεών), όπου μάλιστα από την πρώιμη αρχαιότητα είχε ιδρύσει μια σειρά οικισμών που λειτούργησαν ταυτόχρονα ως αγροτικοί και εμπορικοί σταθμοί («εμπόρια»), όπως ήταν η Δρυς, τα Τέμπυρα, η Σάλη και το Χαράκωμα. Κατά τους πρώτους αιώνες της ρωμαϊκής κυριαρχίας, η Σαμοθράκη είχε κηρυχθεί «ελεύθερη πόλη» (civitas libera) αλλά έχασε ορισμένες κτήσεις της στην περαία. Ωστόσο, κατά την αυτοκρατορική περίοδο -ίσως από το 46 μ.Χ. που η Θράκη μετατράπηκε σε ρωμαϊκή επαρχία, οι Ρωμαίοι αναγνώρισαν τις παλιές κτήσεις της στη σαμοθρακική περαία (την «Ήπειρο»), όπως μαρτυρούν οροθετικές επιγραφές του 1ου μ.Χ. αιώνα.
Η νήσος Θάσος βρίσκεται στη βόρεια Ελλάδα, αντίκρυ από τις ακτές της Ανατολικής Μακεδονίας. Το μήκος των ακτών της φτάνει τα 115 χλμ. και η επιφάνεια του εδάφους της απλώνεται σε 378,84 τετρ. χλμ. Μια απόσταση 18 ναυτικών μιλίων τη χωρίζει από την Καβάλα και μόλις 6 μίλια από την Κεραμωτή και το Αεροδρόμιο της Καβάλας. Διοικητικά η Θάσος υπάγεται στην περιφέρεια Ανατολικής Μακεδονίας και Θράκης , ενώ εμπεριέχεται, μαζί με τις νησίδες που την περιβάλλουν, στον ομώνυμο δήμο και στην ομώνυμη περιφερειακή ενότητα. Έδρα του νησιού είναι ο Λιμένας. Το νησί είναι κατάφυτο και η ξυλεία αποτελεί ένα από τα κύρια εισοδήματα των Θασίων, όπως και η εξόρυξη μαρμάρου, ο τουρισμός, το λάδι, οι ελιές, το μέλι κ.ά. Ελιές, πεύκα, πλατάνια, έλατα, φλαμουριές, κέδρα, κρανιές και άλλα ήμερα και άγρια δένδρα καλύπτουν τους μικρούς κάμπους μέχρι τις κορφές των βουνών. Έχει περίπου 14.000 κατοίκους. Στη νεότερη παλαιολιθική εποχή (20ή χιλιετία π.Χ.) η στάθμη της θάλασσας ήταν χαμηλότερη από τη σημερινή εξαιτίας των παγετώνων . Η σημερινή Θάσος ήταν ενωμένη με την ξηρά σχηματίζοντας χερσόνησο. Η δυτική ακτή της χερσονήσου ξεκινούσε από ένα φυσικό λιμανάκι, περίπου δέκα χιλιόμετρα νότια της σημερινής Καβάλας, συνέχιζε νότια και ενωνόταν με το σημερινό νησί στο σημείο Σκάλα Μαρί. Η ανατολική ακτή ξεκινούσε από το νότιο ακρωτήρι, τη σημερινή Ποταμιά και συνέχιζε με κατεύθυνση βόρια βορειοανατολικά. Αρχαιότατα δείγματα ανθρώπινης και ζωικής παρουσίας βρίσκουμε σε μια πεδιάδα στα νοτιοανατολικά της Θάσου, σε μια απόσταση περ. 15 χιλ. από τη Σκάλα Μαρί. Όπως ανακαλύφτηκε το 1956, την προϊστορική εποχή υπήρχε νταμάρι στην σημερινή περιοχή της Μαυρόλακκας, ενώ απολιθωμένα οστά που βρέθηκαν χρονολογούνται την εποχή του δεύτερου ήμισυ της παλαιολιθικής εποχής, τη λεγόμενη Νεώτερη Παλαιολιθική Εποχή. Η παρουσία παλαιολιθικών ανθρώπων στις εύφορες ακτές της αρχαίας Θράκης είχαν γίνει γνωστές και από άλλα αρχαιολογικά ευρήματα, π.χ. στην Κομοτηνή. Οι παλαιολιθικοί αυτοί άνθρωποι ασχολούνταν με το κυνήγι, την αλιεία και τη συγκομιδή καρπών. Στην περιοχή Τζίνες πιθανόν να χρησιμοποιούσαν για κατοικία τους χώρους των φυσικών σπηλαίων. Σήμερα, στην ίδια περιοχή γίνεται βιομηχανική εξόρυξη και γι΄ αυτό πολλά από τα ευρήματα ίσως να έχουν χαθεί. Σημαντικά είναι τα ευρήματα εργαλείων από κέρατο βοδιού, δείγμα της παρουσίας του προϊστορικού βοδιού Bos taurus primigenius , που αποδεικνύει ότι το νησί ήταν ενωμένο με την ξηρά. Επίσης βρέθηκαν επεξεργασμένα κέρατα της αντιλόπης σάιγκα που χρονολογούνται πριν από την 10η χιλιετία π.Χ., αφού το είδος αυτό της αντιλόπης έφυγε πριν από 13000 χρόνια και εγκαταστάθηκε στις Ευρασιατικές στέπες, όταν έλιωσαν οι παγετώνες. Τη νεολιθική εποχή παρατηρούμε την ίδρυση οικισμών, αφού οι άνθρωποι λόγω της καλλιέργειας των αγρών και της κτηνοτροφίας εγκαταστάθηκαν. Οι οικισμοί αυτοί αποτελούνται από πέτρινα ή ξύλινα σπίτια, στα οποία χρησιμοποιήθηκε πηλός και ψημένα τούβλα. Παρουσιάζονται επίσης πήλινα αγγεία καθημερινής χρήσης και για την αποθήκευση τροφίμων. Ο αρχαιότερος οικισμός της Θάσου ανακαλύφτηκε το 1986 και ανασκάφτηκε το 1993-94. Βρίσκεται στο νοτιοδυτικό μέρος του νησιού, δυτικά του χωριού Λιμενάρια . Ο προϊστορικός οικισμός βρίσκεται στο νοτιοδυτικό τέλος της λοφοσειράς κοντά στην ακρογιαλιά. Χρονολογείται από την 6η χιλιετία π.Χ. και παρουσιάζει νεολιθικά χαρακτηριστικά. Οι ανασκαφές έφεραν στο φως θεμέλια πασσάλων, υπολείμματα τοίχων, λιθοστρωμάτων, οικιακές εστίες, καθώς και λακκούβες με κιούπια για την αποθήκευση τροφίμων. Τα ευρήματα συνοδεύονται με πολλά και διάφορα εργαλεία, ενώ υπάρχει και ένα προϊστορικό νεκροταφείο. Πιο ψηλά, στο ίδιο σχεδόν μέρος επάνω στον λόφο, βρίσκεται οικισμός της εποχής του χαλκού που ανασκάφτηκε το 1995-96. Οι κάτοικοι των προϊστορικών αυτών οικισμών έκαναν εξόρυξη πηλού από τη νεοπαλαιολιθική ως τη νεολιθική εποχή και συγκεκριμένα στο σημείο Τ1 (Τζίνες) με την βοήθεια εργαλείων από κέρατο. Σε ένα σημείο πιο ψηλά βρίσκεται άλλο, υπόγειο νταμάρι, στο οποίο χρησιμοποιήθηκαν εργαλεία από πυρόλιθο και είναι νεότερο του προηγούμενου. Άλλα υπόγεια νταμάρια βρίσκονται στα σημεία Τ3 και Τ6. Το νεώτερο των νταμαριών αυτών χρονολογείται την αρχαιονεολιθική εποχή, περ. 6400 π.Χ., ως τη μεσονεολιθική εποχή, περ. 5η χιλιετία π.Χ. Η προϊστορική περίοδος του νησιού αποκαλύφτηκε με ανασκαφές στην περιοχή της Ακρόπολης του Κάστριου. Οι ανασκαφές έγιναν από την αρχαιολογική υπηρεσία της Καβάλας υπό την διεύθυνση της Δ. Χάιδως Κουκουλή-Χρυσανθάκη τα έτη 1969-1978 και με τη βοήθεια διεθνούς ομάδας επιστημόνων. Στο φως ήλθε ο σημαντικότερος όλων των οικισμών της ανατολικής Μακεδονίας και Θράκης της εποχής εκείνης. Σχεδόν πέντε χιλιόμετρα από τον σημερινό Πότο, σε ένα ορεινό ύψωμα, βρίσκονται σήμερα οι αρχαιολογικοί τόποι Ακρόπολις Κάστρι και οι νεκροπόλεις Κεντριά , Τσιγκανάδικα και Βρυσούδες, καθώς επίσης βορειότερα το Λαρνάκι με τους προϊστορικούς τάφους του και το προϊστορικό νεκροταφείο του Μανταλουδίου. Επίσης, στο χωριό Σωτήρας, ανακαλύφθηκε οικισμός της Εποχής Χαλκού, με πολύ καλά σωζόμενους τους τοίχους του οικισμού. Ο οικισμός ήταν περιτειχισμένος και στους τοίχους εντοπίστηκαν και σώζονται στο Αρχαιολογικό Μουσείο Θάσου, ταφικές πιθανόν μονολιθικές ανάγλυφες μορφές πολεμιστών και άλλων μορφών, σε δεύτερη χρήση. Στα τέλη του 6ου αι. π.Χ. , την εποχή της ακμής της μεταλλωρυχείας στη Θάσο, η ετήσια παραγωγή πολύτιμου μετάλλου ανερχόταν στα 200 τάλαντα , που σήμερα ισοδυναμεί με 7,2 τόνους ασήμι. Νομισματοκοπεία υπήρχαν πιθανώς στην αρχαία πόλη της Θάσου, στη Νεάπολη (Καβάλα) και στην Περαία της (αποικίες της Θάσου, όπως ο Δάτος, η Οισύμη κ.α.), τα οποία προφανώς κατατάσσονται στα αρχαιότερα νομισματοκοπεία του ελλαδικού χώρου. Τα τελευταία 100 χρόνια οι αρχαιολογικές ανασκαφές της Γαλλικής Σχολής Αθηνών άνω των 10.000 νομισμάτων που κόπηκαν στην Θάσο. Μετά τη δεύτερη εξέγερση κατά των Αθηναίων το 389-388 π.Χ. η Θάσος εντάχτηκε στη Δηλιακή Συμμαχία. Η οικονομία της Θάσου γνωρίζει εκ νέου μεγάλη ανάπτυξη. Τα μέτρα και σταθμά ανακατατάσσονται και ως νόμισμα καθιερώνεται η δραχμή. Εκτός από τα αργυρά κόβονται και χάλκινα και χρυσά νομίσματα.
Η Σκύρος είναι το νοτιότερο και μεγαλύτερο σε έκταση (210 τετρ. χλμ.) νησί των Βορείων Σποράδων , με πληθυσμό 2.994 κατοίκων. Βρίσκεται ανατολικά της
Εύβοιας , από την οποία απέχει γύρω στα 35 χλμ. Το νησί, κατά το μεγαλύτερο μέρος, είναι ορεινό κυρίως στα νοτιοανατολικά, όπου υπάρχουν τα όρη Κόχυλας (792 μ.), Κουμάρι, Πιριώνες και Φανόφτης. Το κλίμα του νησιού χαρακτηρίζεται από δροσερά καλοκαίρια και ήπιους χειμώνες με μέση ετήσια θερμοκρασία 17 βαθμούς Κελσίου. Στα δυτικά σχηματίζονται οι όρμοι Καλογριάς, Πεύκου, Αγίου Νικολάου και Τριστόμου. Στη δυτική ακτή βρίσκεται το λιμάνι του νησιού, η Λιναριά. Πρωτεύουσα του νησιού είναι η Σκύρος (ή Χώρα), που βρίσκεται στην ανατολική ακτή. Συνδέεται με τη Λιναριά με ασφαλτοστρωμένο δρόμο μήκους 11 χιλιομέτρων, έχει ειρηνοδικείο, σταθμό αστυνομίας, ταχυδρομείο και τηλεγραφείο, γυμνάσιο, λύκειο και δημοτικά σχολεία. Άλλοι συνοικισμοί της Σκύρου είναι τα Μαγαζά , η Λιναριά και το Λουτρό (αγροτικός συνοικισμός). Σύμφωνα με την ελληνική μυθολογία, ο Θησέας πέθανε στη Σκύρο. Ο Νεοπτόλεμος, γιος του Αχιλλέα, ήταν από τη Σκύρο, όπως δήλωσε στο έργο του Σοφοκλή, Φιλοκτήτης (γραμμή 239). Σύμφωνα με ένα μετα-Ομηρικό μύθο, η Θέτις έκρυψε στην Σκύρο τον γιο της Αχιλλέα, για να τον εμποδίσει να πάει να πολεμήσει στην Τροία. Ντυμένος σαν κορίτσι και με το όνομα του Πύρρα (κόκκινο ή ξανθό), είναι κρυμμένος ανάμεσα στις κόρες του βασιλιά Λυκομήδη. Αυτή η φορεσιά δεν τον εμποδίζει να αποκτήσει ένα γιο, τον Νεοπτόλεμο, με την πριγκίπισσα . Ο Οδυσσέας έρχεται στο νησί μεταμφιεσμένος σε μικροπωλητή και φυσικά όλα τα κορίτσια δείχνουν το ενδιαφέρον τους στους στα υφάσματα, τα αρώματα και κοσμήματα. Το μόνο «κορίτσι», που ενδιαφέρεται για τα όπλα είναι, φυσικά, η Πύρρα και ο Οδυσσέας αποκαλύπτει τον Αχιλλέα και τον πήρε μαζί του στην Τροία. Αντιθέτως σύμφωνα με μια άλλη παράδοση, ο Αχιλλέας λεηλάτησε το νησί της Σκύρου για να τιμωρίσει τον Λυκομήδη για τη δολοφονία του Θησέα. Το 475 π.Χ., ο Κίμων νίκησε τους Δόλοπες και κατέλαβαν ολόκληρο το νησί. Από την ημερομηνία αυτή, έγινε ένα μέρος της συμμαχίας της Δήλου, που αργότερα έγινε στην πράξη η Αθηναϊκή Αυτοκρατορία. Κίμων υποστήριξε ότι έχει βρει τα λείψανα του Θησέα, και τα διακόμισε στην Αθήνα. Το 340 π.Χ. οι Μακεδόνες κατέλαβαν το νησί και κυριάρχησε μέχρι το 192 π.Χ., οπότε ο βασιλιάς Φίλιππος και οι Ρωμαίοι το έθεσαν και πάλι υπό την ηγεμονία της Αθήνας.
Οι Σποράδες είναι σύμπλεγμα νησιών του Αιγαίου πελάγους τα οποία βρίσκονται στην περιοχή βορείως της Εύβοιας και ανατολικά της Μαγνησίας. Κατά την αρχαία γεωγραφική αντίληψη ως Σποράδες καλούνταν όλα τα διάσπαρτα νησιά του Αιγαίου εκτός των πέριξ της ιερής νήσου Δήλου Κυκλάδων. Αρχικά μετά την ανεξαρτησία ως Βόρειες Σποράδες χαρακτηρίστηκαν όλες οι βόρεια των Κυκλάδων νήσοι, του νεοσύστατου τότε Βασιλείου, και Νότιες Σποράδες όλες οι δυτικές των Κυκλάδων νήσοι. Μετά τη προσάρτηση και των υπολοίπων νήσων του Αιγαίου ορίσθηκαν όλοι οι παραπάνω προσδιορισμοί των Σποράδων. Κάποιες ακόμη φορές ως Νότιες Σποράδες θεωρήθηκαν και τα σημερινά Δωδεκάνησα. Τελικά και μετά τη δεκαετία του 1960 ο όρος περιορίσθηκε μόνο στις σημερινές Σποράδες, λαμβάνοντας οι άλλες νήσοι τον προσδιοριστικό όρο νήσοι Βορείου Αιγαίου, Ανατολικού Αιγαίου, και νήσοι Αργοσαρωνικού. Οι σημερινές Σποράδες είναι οι άλλοτε Θεσσαλικές και κατά την αρχαιότητα οι Μαγνήτων νήσοι. Αποτελούνται από αρκετά νησιά, άλλα μεγαλύτερα και άλλα μικρότερα. Τα σημαντικότερα είναι τέσσερα: η Σκύρος , η Σκιάθος, η Σκόπελος και η Αλόννησος. Από τα νησιά αυτά η Σκύρος ανήκει διοικητικά στο νομό Ευβοίας , ενώ τα υπόλοιπα (μαζί με όλα τα άλλα μικρότερα νησιά) ανήκουν στο
νομό Μαγνησίας και είναι γνωστά και ως Βόρειες Σποράδες. Ιδιαίτερο χαρακτηριστικό των νησιών είναι οι υπέροχες παραλίες με την πολύ πλούσια βλάστηση που συχνά φτάνει μέχρι τις ακτές, σε αντίθεση με τα περισσότερα άλλα νησιά του Αιγαίου.
Η Σκιάθος είναι το πιο κοντινό στη στεριά από τα νησιά των Σποράδων. Απέχει 41 ναυτ. μίλια από την πρωτεύουσα του νομού Μαγνησίας, το Βόλο και μόλις 2,4 μίλια από τις ακτές του νοτίου Πηλίου, έχει ανατολικά τη Σκόπελο σε απόσταση περίπου 6 ναυτικών μιλίων,προς νότο την Εύβοια από την οποία απέχει 16 ν.μ και προς βορά βρίσκεται ο Θερμαϊκός κόλπος και απέχει 95 ν.μ. από τη Θεσσαλονίκη. Η έκταση του νησιού είναι 48 τ.χλμ. Η Σκιάθος κατοικείται ήδη από τα προϊστορικά χρόνια, κατά πάσα πιθανότητα από Πελασγούς και αργότερα πιθανόν και από Κρήτες. [2] Από τα αρχαιότατα χρόνια μέχρι σήμερα ονομαζόταν πάντοτε Σκιάθος. Το 480 π.Χ., ο στόλος του βασιλιά Ξέρξη χτυπήθηκε από μία θύελλα και προσέκρουσε στις ξέρες της Σκιάθου. Η πόλη της Σκιάθου ήταν σταθερά σύμμαχος των Αθηναίων, τόσο στην Α' όσο και στη Β' Αθηναϊκή Συμμαχία. Το 338 π.Χ. η Σκιάθος περιήλθε στην κυριαρχία των Μακεδόνων και έτσι το νησί έζησε ανενόχλητο για πολλά χρόνια. Ιστορικά εμφανίζεται πάλι από την εποχή του Μακεδόνα βασιλέα Φιλίππου Ε', την περίοδο που βρισκόταν σε πόλεμο με τους Ρωμαίους (200-199 π.Χ.), οπότε και το νησί καταστρέφεται κατά τις πολεμικές επιχειρήσεις αλλά και την δράση του Ρωμαϊκού στόλου.
Η Σκόπελος είναι ένα από τα νησιά των Βορείων Σποράδων , το δεύτερο νησί στη σειρά μετά τη Σκιάθο. Έχει έκταση περίπου 96 τετρ. χλμ. και περίμετρο 67
χιλιόμετρα. Έχει δύο βουνά, το Παλούκι (565 μ. ύψος) και το Δελφί (680 μ. ύψος).
Γεμάτη με πυκνά δάση που καλύπτουν σχεδόν το 80% της έκτασής της, θεωρείται το πιο πράσινο νησί του Αιγαίου. Έχει καλή τουριστική υποδομή, συγκεντρώνει όμως λιγότερο κόσμο (30.000 άτομα 15/8/2007) από τη γειτονική κοσμοπολίτικη Σκιάθο και διατηρεί σε μεγαλύτερο βαθμό τον παραδοσιακό χαρακτήρα της. Η Χώρα της Σκοπέλου είναι μια παραδοσιακή νησιώτικη πόλη με χαρακτηριστική αρχιτεκτονική και όμορφα καλντερίμια. Έχει κηρυχθεί παραδοσιακός οικισμός. Η Χώρα αλλά και ολόκληρο το νησί είναι γεμάτο από παλιές παραδοσιακές εκκλησίες, ξωκλήσια και μοναστήρια. Αναφέρονται 24 μοναστήρια. Στα αρχαία χρόνια η Σκόπελος ονομαζόταν Πεπάρηθος. Στη Στάφυλο υπάρχει μυκηναϊκός τάφος, ενώ στην ανατολική πλευρά της Χώρας υπάρχει το Ασκληπιείο, σε μικρή απόσταση από τη θάλασσα (περίπου 15-30 μέτρα). Κατά την αρχαιότητα φημιζόταν για το κρασί της (Πεπαρήθιος οίνος). Αναφέρεται ότι κατοικήθηκε από Κρήτες, αρχηγός των οποίων ήταν ο Στάφυλος, γιος της Αριάδνης. Ο Σταφυλος ήταν γιός του θεού Διονύσου και της Αριάδνης ή της Ηριγόνης. Σύμφωνα με την πρώτη εκδοχή ο Στάφυλος γεννήθηκε στη Νάξο . Ωστόσο, άλλη παράδοση αναφέρει ότι ο Στάφυλος ήταν γιος του Θησέα. Ανεξάρτητα από αυτό, αναφέρονται ως αδελφοί του Σταφύλου οι Θόαντας, Οινοπίων, Πεπάρηθος, Λάτραμυς, Ευάνθης και Ταυρόπολις. Ο Στάφυλος πήρε ως σύζυγό του την Χρυσοθέμιδα και απέκτησαν τρεις κόρες: τη Μολπαδία, τη Ροιώ και την Παρθένο. Μερικοί συγγραφείς γράφουν ότι είχε και μία τέταρτη κόρη, την Ημιθέα. Ο Στάφυλος, σύμφωνα με κάποιες παραδόσεις, πήρε μέρος και στην Αργοναυτική Εκστρατεία. Η μετονομασία του νησιού στο σημερινό της όνομα, Σκόπελος, έγινε κατά τους ελληνιστικούς χρόνους. Γνωστά πρόσωπα με καταγωγή από την Σκόπελο: Άγνων Πεπαρήθιος, Ολυμπιονίκης στο στάδιον, στην 53η Ολυμπιάδα, το 568 π.Χ. (από αυτόν έχει πάρει το όνομά του ο οικισμός του Αγνώντα). Ο Πεπαρήθιος ληστής Σώστρατος ο οποίος το 351 π.Χ. κατέλαβε το νησί Κυρά Παναγιά βόρεια της Αλοννήσου και το έκανε ορμητήριό του. Διοκλής ο Πεπαρήθιος, ιστορικός του 3ου αιώνα π.Χ.
Η Αλόννησος είναι νησί της Ελλάδας. Βρίσκεται στο Αιγαίο πέλαγος και ανήκει στο νησιωτικό σύμπλεγμα των Σποράδων . Η συνολική έκτασή του φθάνει τα 64,5 τχλμ. και το μήκος των ακτών του τα 67 περίπου χλμ. Μέγιστο μήκος περίπου 20 χλμ. και πλάτος από 3 μέχρι 4,5 χλμ. Χωρίζεται από τη Σκόπελο νοτιοδυτικά με τον πορθμό Αλοννήσου, εύρους 2 ν. μιλίων και βορειοανατολικά από τη νήσο Πελαγονήσι με τον πορθμό Πελαγονησίου, εύρους 3,5 ν.μ. Ο όρμος Πατητήρι αποτελεί το επίνειο της νήσου, όπου και συνδέεται ακτοπλοϊκά με το Βόλο, τη Σκιάθο, τη Σκόπελο και τη Θεσσαλονίκη. Αναφέρονται επτά μοναστήρια. Σύμφωνα με τα γραπτά του Πλίνιου του Πρεσβύτερου (1ος αιώνας μ.Χ.) η Αλόννησος βρίσκονταν ανάμεσα στη Σαμοθράκη και την Καλλίπολη, ενώ σύμφωνα με τον Ηρόδοτο (5ος αιώνας π.Χ.) κοντά στη σημερινή της τοποθεσία. Ως προς την τοποθεσία κοντά στη Σαμοθράκη, σε χάρτη που χρονολογείται από τη δεκαετία του 1690 o χαρτογράφος Βιντσένζο Μαρία Κορονέλι, αναπαριστά την σημερινή Αλόννησο ως Λιδρόμι (Lidromi) ενώ παράλληλα απεικονίζει ένα νησί στα βορειοανατολικά της Σαμοθράκης ως Ολόνησο (Holonisus), στην τοποθεσία που αντιστοιχεί στη νησίδα Ζουράφα, κάτι που επίσης κάνει και ένας άλλος ιταλικός χάρτης του 1688. Ένα άλλο ενδεχόμενο για την τοποθεσία της αρχικής Αλοννήσου είναι πως προέρχεται από το κοντινό νησί της Κυρά Παναγιάς προς τα βόρειοανατολικά. ΤΟ νησί, κατά την αρχαιότητα, ονομαζόταν Ίκος, ενώ Αλόννησο οι αρχαίοι Έλληνες αποκαλούσαν κάποιο από τα γειτονικά νησιά (πιθανώς την Κυρά Παναγιά ). Η Αλόννησος είναι το νησί με την πιο μακραίωνη ιστορία ανθρώπινης παρουσίας στο Αιγαίο. Η πρώτη ανθρώπινη κατοίκηση της Αλοννήσου τοποθετείται στη Μέση Παλαιολιθική εποχή , τότε που πιθανολογείται ότι το νησί ήταν ενωμένο με τα άλλα νησιά και τη Θεσσαλία. Την περίοδο 1969 -1970 , οι ανασκαφές που διεξήχθησαν από τον Δημήτρη Θεοχάρη στη νοτιοδυτική παραλία της Αλοννήσου (απέναντι από τη χερσόνησο Κοκκινόκαστρο), πάνω στο μικρό νησί Βράχος, έφεραν στο φως για πρώτη φορά λείψανα χρονολογημένα στη Μέση Νεολιθική εποχή (5.000-4.000 π.Χ.). Αποκαλύφθηκαν άφθονα εργαλεία, απολεπίσματα από σκληρό ασβεστόλιθο και απολιθωμένα οστά μεγάλων ή μικρότερων θηλαστικών του Πλειστόκαινου. Σύμφωνα με τις έρευνες πρόκειται πιθανότατα για θέση στην οποία στάθμευαν οι κυνηγοί της Μέσης Παλαιολιθικής εποχής (100.000-33.000 π.Χ.), για να κατασκευάσουν τα λίθινα εργαλεία τους, να διαμελίσουν τα θηράματά τους και να καθαρίσουν τα δέρματα των ζώων. Σε πολλά σημεία της νοτιοανατολικής κυρίως πλευράς της νήσου, μεταξύ των οποίων η χερσόννησος Κοκκινόκαστρο και η νησίδα Μικρό Κοκκινόκαστρο, οι θέσεις Λεπτός Γιαλός, Γλύφα κ.α, διαπιστώνεται η παρουσία ευρημάτων που χρονολογούνται από τη Μέση Παλαιολιθική έως και τη Μεσολιθική εποχή. Κατάλοιπα εγκαταστάσεων υπάρχουν στη νησίδα Μικρό Κοκκινόκαστρο και αλλού, ενώ τάφος της γεωμετρικής περιόδου βρέθηκε στη βόρεια πλευρά της νήσου, στη θέση Άγιος Κωνσταντίνος, από τον οποίο πιθανόν προέρχεται μία ακέραιη οινοχόη με γραπτή διακόσμηση. Τα παλαιολιθικά ευρήματα της Αλοννήσου που εντοπίστηκαν στη μικρή νησίδα απέναντι από το Κοκκινόκαστρο είναι τα αρχαιότερα λείψανα ανθρώπινης παρουσίας στο Αιγαίο. Η παράδοση αναφέρει ότι οι Κρήτες , κατά τη διάρκεια της μινωικής θαλασσοκρατίας στο Αιγαίο (16ος αι. π.Χ.), ίδρυσαν αποικίες στην Πεπάρηθο (σημερινή Σκόπελο) και στην Ίκο, με αρχηγό το μυθικό ήρωα Στάφυλο. Την εποχή αυτή άρχισε και η καλλιέργεια της ελιάς και της αμπέλου στο νησί. Η μινωική αποικία, όμως, αργότερα απέκτησε μυκηναϊκό χαρακτήρα. Η μυκηναϊκή πόλη τοποθετείται στη σημερινή θέση Κοκκινόκαστρο, στην ανατολική πλευρά του νησιού. Στο τέλος της Μυκηναϊκής εποχής πήγε στην Αλόννησο ο πατέρας του Αχιλλέα, ο Πηλέας, ο οποίος φιλοξενήθηκε από το φίλο του, βασιλιά Μολήνο. Έμεινε εκεί έως το τέλος της ζωής του και, σύμφωνα με την παράδοση, στο νησί υπήρχε ο τάφος του μυθικού βασιλιά των Μυρμιδόνων. Από την αρχαιότητα ο έλεγχος της ευρύτερης περιοχής εξασφάλιζε στην Αλόννησο σημαντική πολιτική, στρατιωτική και οικονομική ισχύ. Από εκεί περνούσε, ήδη από τα προϊστορικά χρόνια, ο εμπορικός δρόμος του οψιανού, των μετάλλων, του κρασιού, του λαδιού και των άλλων εισαγόμενων και εξαγόμενων προϊόντων. Τον ίδιο δρόμο ακολούθησαν και οι Αργοναύτες προς τη Μαύρη Θάλασσα, καθώς και οι Μυκηναίοι του Τρωικού Πολέμου. Στην εποχή του Σιδήρου, οι φημισμένοι Χαλκιδείς ναυτικοί, στην πορεία τους προς τη Χαλκιδική, ίδρυσαν αποικίες στην Αλόννησο, στη Σκόπελο και στη Σκιάθο. Ιστορικά είναι βέβαιο ότι οι Γεωμετρικοί χρόνοι βρήκαν την Ίκο υπό την εξουσία των Δολόπων. Οι Δόλοπες, που αποτελούσαν τμήμα της φυλής των Πελασγών, με τον καιρό μετατράπηκαν σε επικίνδυνους πειρατές και έγιναν μάστιγα ολόκληρου του Αιγαίου. Για την αντιμετώπισή τους, κινήθηκε αργότερα ο αθηναϊκός στόλος υπό τη διοίκηση του Κίμωνα, ο οποίος τους κατατρόπωσε και προσάρτησε όλα τα νησιά στην Αθήνα. Έτσι, το 476 π.Χ. , το νησί προσχώρησε στην Α' Αθηναϊκή Συμμαχία. Κατά την Κλασική εποχή , η Ίκος είχε μάλλον δύο πόλεις. Άλλωστε, ο γεωγράφος Σκύλαξ ο Καρυανδεύς τον 5ο αιώνα π.Χ. την ονομάζει "Δίπολιν". Η μία πόλη βρισκόταν στη χερσόνησο Κοκκινόκαστρο, όπου σώζεται τμήμα τείχους κλασικών χρόνων, και η άλλη πόλη τοποθετείται στη θέση Άγιος Ιωάννης, κοντά στο σημερινό Χωριό ή Παλιά Αλόννησος, όπου δεν υπάρχουν ορατά ίχνη κτισμάτων, έχει εντοπιστεί όμως και εν μέρει ανασκαφεί νεκροταφείο κλασικών χρόνων. Αρκετές ακόμα κώμες, οχυρωμένες αγροικίες με στρογγυλούς πύργους και άλλες αγροτικές εγκαταστάσεις κλασικών κυρίως, αλλά και ελληνιστικών, χρόνων εντοπίζονται σε διάφορα σημεία της κεντρικής και βόρειας πλευράς της Αλοννήσου, όπως στις θέσεις Ράχες, Καστράκι, Καρμπίτσες και άλλες. Την Κλασική περίοδο η γεωγραφική θέση του νησιού ήταν ιδιαίτερα σημαντική, γεγονός που επιβεβαιώνεται και από το πλήθος των αρχαίων ναυαγίων που έχουν εντοπιστεί στην περιοχή. Το νησί φημιζόταν τότε για την καλλιέργεια της αμπέλου και το εκλεκτό κρασί του, που εξαγόταν μέσα σε αμφορείς, οι οποίοι σε μία από τις δύο λαβές τους έφεραν την επιγραφή "ΙΚΙΩΝ". Η σπουδαία θέση της Αλοννήσου την κατέστησε βάση του αθηναϊκού στόλου κατά τη διάρκεια της διαμάχης με τον Φίλιππο Β' της Μακεδονίας. Ο Φίλιππος κατέλαβε την αρχαία Αλόννησο και, εκδιώκοντας τους πειρατές, εγκατέστησε στρατιωτική φρουρά και ίδρυσε την πρώτη του στρατιωτική βάση στο Αιγαίο. Όταν συγκροτήθηκε η αντιμακεδονική συμμαχία, ο Μακεδόνας βασιλιάς πρόσφερε στους Αθηναίους, μεταξύ άλλων, και την Αλόννησο. Εκείνοι, ωστόσο, απέκρουσαν τις προτάσεις του, λέγοντας ότι δεν ήταν δυνατόν να παραχωρήσει ο Φίλιππος στους Αθηναίους έδαφος που ανήκε στην Αθηναϊκή Συμμαχία. Στη συνέχεια, ενέκριναν και βοήθησαν ένοπλες ενέργειες εναντίον των εδαφών του Φιλίππου. Το 340 π.Χ. οι Πεπαρήθιοι κατέλαβαν την Αλόννησο και αιχμαλώτισαν τη μακεδονική φρουρά. Τότε ο Φίλιππος έστειλε το ναύαρχο Άλκιμο, ο οποίος κατέστρεψε το νησί, παρόλη τη βοήθεια που πρόσφεραν οι Αθηναίοι στους Πεπαρήθιους. Στα λιμάνια της αρχαίας Ίκου, της Περιστέρας και της Κυρά Παναγιάς έβρισκαν καταφύγιο στα ελληνιστικά και ρωμαϊκά χρόνια εμπορικά πλοία και στόλοι. Ωστόσο, στο τέλος των ελληνιστικών χρόνων φαίνεται ότι η Ίκος είχε περιπέσει σε μαρασμό. Οι Ρωμαίοι, στην προσπάθειά τους να ελέγξουν τον πανάρχαιο θαλάσσιο δρόμο, κατέλαβαν την περιοχή το 199 π.Χ. , πολύ πιο νωρίς από την ηπειρωτική Ελλάδα, ενώ ο Φίλιππος Ε΄ της Μακεδονίας , κατά τη διάρκεια των πολεμων εναντίον των Ρωμαίων, προκάλεσε πολλές καταστροφές στο νησί. Κατά τον εμφύλιο ρωμαϊκό πόλεμο, ο Μάρκος Αντώνιος δώρισε την περιοχή, μαζί με άλλη νησιά του Αιγαίου, στην Αθήνα, με σκοπό τον προσεταιρισμό της. Την εποχή αυτή, σύμφωνα με μαρτυρία του Φιλόστρατου, ολόκληρη η νήσος αποτελούσε έναν απέραντο αμπελώνα που βρισκόταν στην κατοχή του Πεπαρήθιου αμπελουργού Ύμναιου από την Πεπάρηθο. Το Κεραμικό όστρακο των Γιούρων είναι ένα κομμάτι αγγείου που χρονολογείται γύρω στο 5.000-4.500 π.Χ. και ανακαλύφθηκε κατά την διάρκεια ανασκαφών στο σπήλαιο του Κύκλωπα στη νησίδα Γιούρα , 20 μίλια από τις ακτές της Αλοννήσου, στο νησιωτικό σύμπλεγμα των Βορείων Σποράδων. Το ανασκαφικό εύρημα ήρθε στο φως το 1992 από τον Αδαμάντιο Σάμψων, καθηγητή της Αρχαιολογίας των Κλασσικών και των Προϊστορικών Xρόνων του ανεπιστημίου Αιγαίου κατά την διάρκεια ερευνητικών εργασιών με βασικό στόχο την μελέτη της προϊστορικής εγκατάστασης στην περιοχή, με έμφαση στη Μεσολιθική Περίοδο (8600 - 6500 π.Χ.), και στην Νεολιθική Περίοδο Ib (6500 - 3500 π.Χ.). Στα όστρακα που ανακαλύφθηκαν, υπάρχουν εγχάρακτες γραμμές που φέρεται να σχηματίζουν γράμματα. Ο Αδαμάντιος Σάμψων σημειώνει ότι το αγγείο φέρει εγχάρακτα αδιευκρίνιστα σύμβολα. Σύμφωνα με τον ίδιο, είναι πιθανό ότι τα σύμβολα έχουν άμεση σχέση με την "πρωτο-γραφή", που έχει εντοπιστεί σε κεραμική, πέτρα ή ξύλο σε θέσεις της Μακεδονίας, όπως στην Πινακίδα του Δισπηλιού . Η σχέση τους επίσης είναι άμεση με τη γνωστή "βαλκανική γραφή" που έχει βρεθεί στη Σερβία, Βουλγαρία και Ρουμανία και έχει κέντρο τη Vinca της Σερβίας. Παρόμοια σύμβολα έχουν βρεθεί και σε άλλες νεολιθικές θέσεις στην Ελλάδα, όπως στη Φτελιά Μυκόνου, Γυαλί Νισύρου, Θαρρούνια της Εύβοιας. Αρκετά όμοια είναι τα εγχάρακτα σύμβολα που υπάρχουν και σε κεραμικά της Πρώιμης Χαλκοκρατίας των Κυκλάδων.

Πηγή: https://el.m.wikipedia.org/wiki/Σποράδες

https://el.m.wikipedia.org/wiki/Σκύρος

https://el.m.wikipedia.org/wiki/Σκιάθος

https://el.m.wikipedia.org/wiki/Σκόπελος

https://el.m.wikipedia.org/wiki/Αλόννησος

https://el.m.wikipedia.org/wiki/Σαμοθράκη

https://el.m.wikipedia.org/wiki/Θάσος

https://el.m.wikipedia.org/wiki/Στάφυλος

https://el.m.wikipedia.org/wiki/Πινακίδα_της_Γιούρας