Σάββατο, 7 Μαΐου 2016

Greci e un comune ortodosso di Greci Arbereshe in Italia

Greci ( "Katundi" in arbëresh traduce come "paese") è un comune italiano di 716 abitanti della provincia di Avellino, in Campania. Situato a un'altitudine di 821 m s.l.m., è un paese di antiche tradizioni identitarie arbëreshë, l'unico di tutta la regione Campania, che ha conservato immutato nei secoli l'antica lingua arbëreshë, la cultura, i costumi e le varie tradizioni degli antenati. Deriva dal latino Graeci, ossia greci, in riferimento alla popolazione greco-bizantina dalla quale ha avuto origine il borgo. Il comune di Greci è circondato da vasti boschi. Il bosco in località Porcino, che si estende su circa 80 ettari, ha interessanti specie vegetali, tipiche della Querceta mista e animali, come la lepre, la beccaccia e la volpe. Altri rilevanti boschi sono quelli in località Serrone, che si estende per circa 20 ettari, e ha come specie vegetali essenzialmente conifere, e il bosco in località Ripitella, che si estende su circa 40 ettari, con le tipiche Querceta mista. A carattere quasi torrentizio, il fiume Cervaro nasce tra i comuni limitrofi e sfocia nel mare Adriatico, nei pressi di Siponto-Manfredonia. Il laghetto collinare Luz Aquafet ha estensione di 3.500 m² circa nella località "Luzza Aqua Fets". Nel luogo in cui sorge Greci vi erano stati i bizantini. Nel 535, l' imperatore di Costantinopoli Giustiniano, impegnato nelle guerre contro i Goti, inviò in Italia il proprio generale Belisario il quale vi fondò un gran numero di colonie, tra cui appunto Greci. Distrutto dai Saraceni (908), il borgo fu ricostruito nel 1039 per ordine di Pandolfo III, principe di Benevento. Nei secoli che seguirono, il territorio di Greci, pur rivalutato in termini di estensione ed importanza militare (divenne feudo di tre soldati), subì le vessazioni di baroni e principi locali che di volta in volta ne assunsero il controllo limitandone lo sviluppo economico e demografico. Il preesistente borgo cadde così in abbandono. Nella seconda metà del XV secolo il centro fu interessato da una massiccia migrazione di popolazioni Arbereshe greci provenienti dai Balcani bizantini meridionali, chiamate arbëreshë, che giunte in Italia a seguito del condottiero Giorgio Castriota Scanderbeg, costruirono un nuovo borgo in una zona scarsamente popolata. Scanderbeg sbarcò in Italia nel 1459 per aiutare Ferdinando I, re di Napoli, figlio del suo amico e protettore Alfonso d' Aragona nella lotta contro il rivale Giovanni d'Angiò ed i baroni suoi alleati. Le truppe di Scanderbeg, unitisi all'esercito di Ferdinando, contribuirono in maniera decisiva alla vittoria di quest'ultimo, in particolare in occasione della battaglia combattuta nel territorio di Terrastrutta, nei pressi di Greci, il 18 agosto 1461 e il cui esito segnò la fine delle aspirazioni angioine al trono di Napoli. Il re, in segno di gratitudine, permise, a quanti tra gli esuli Arbereshe di rito greco lo desiderassero, di restare in Italia e di ripopolare il luogo. Tale invito rispondeva anche ad esigenze pratiche: gli arbëreshë avrebbero potuto vigilare sui vicini insediamenti di origine franco-provenzale di Faeto e Celle San Vito, ancora fedeli agli angioini. Nei secoli successivi, centinaia di uomini e donne, a seguito dalla progressiva conquista ottomana dei territori bizantini, giunsero sulle coste pugliesi dalla sponda opposta dell'Adriatico e di qui a Greci ed in altri centri dell' Italia meridionale, importandovi la lingua. A Greci il rito bizantino, che pur ancora sopravvive in altri comuni italo-albanesi dell'Italia meridionale, fu abolito, talvolta anche con atti molto violenti, dall'autorità dei paesi limitrofi, sia civile che religiosa, con azioni di forza come quella operata dal cardinale di Benevento Orsini, in seguito divenuto Papa Benedetto XIII. Tali azioni non impedirono tuttavia di preservare l'identità e la lingua arbëreshe, ancora parlata dagli abitanti. Oggi Greci, l'unico comune arbëreshë della Campania, vive un periodo di intensa ripresa culturale, basato sulla riscoperta e la rivalutazione della lingua e delle antiche origini albanesi, in primo luogo grazie all'attività dell'associazione culturale "Katundi Zëmbra Jonë". La rappresentazione nella piazza principale del paese, in Arbereshe o in italiano, del dramma di San Bartolomeo, in occasione della festa patronale del 24 agosto, costituisce un evento religioso e culturale di grande interesse per la comunità, che richiama anche un gran numero di turisti. A Greci si parla l'antico albanese, detto arbëresh. Per esempio, infatti, benvenuti si dice mirë se na erdhët, oppure ciao è falemi, si è uej e no è jo, e così via dicendo. I suoi abitanti la chiamano in albanese "Katundi", che significa "la città" (il nome Greci è stato indicato dai paesi limitrofi, che scambiavano i suoi abitanti, a causa del rito ortodosso, per greci e non per arbëreshë).
Πηγή: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Greci_(Italia)

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