Σάββατο, 8 Οκτωβρίου 2016

La Pentapoli Marittima bizantina dello Esarcato di Italia e la Romagna degli Greci

L'Esarcato d'Italia (conosciuto anche come Esarcato di Ravenna) è stato una circoscrizione amministrativa dell' Impero bizantino comprendente, tra il VI e l'VIII secolo, la maggior parte dei territori bizantini d'Italia. La sede era Ravenna e il termine Esarcato passò poi a descrivere in particolare il territorio attorno alla capitale, compresa la Pentapoli formata da Ravenna, Forlì, Forlimpopoli, Classe e Cesarea. Intorno al 580, stando alla Descriptio orbis romanidi Giorgio Ciprio, sembra che Tiberio II abbia diviso in cinque province o eparchie l'Italia bizantina: Urbicaria, comprendente i possedimenti bizantini in Liguria, Toscana, Sabina, Piceno, e Lazio litoraneo (tra cui Roma); Annonaria, comprendente i possedimenti bizantini nella Venezia e Istria, in Æmilia, nell'Appennino settentrionale e nella Flaminia; Æmilia, comprendente i possedimenti bizantini nella parte centrale dell'Æmilia, a cui si aggiungono l'estremità sud-occidentale della Venezia (Cremona e zone limitrofe) e l'estremità sud-orientale della Liguria (con Lodi Vecchio); Campania, comprendente i possedimenti bizantini nella Campania litoranea, nel Sannio e nel Nord dell'Apulia; Calabria, comprendente i possedimenti bizantini nel Cilento, in Lucania e nel resto dell'Apulia. Tale riforma amministrativa dell'Italia sembra motivata (secondo Bavant) dalla necessità di riorganizzare l'amministrazione dell'Italia in modo da conservare i territori sotto attacco rendendoli in grado di respingere gli assalti dei Longobardi. Essendo fallito, infatti, ogni tentativo (compresa la spedizione di Baduario) per liberare le terre occupate e prendendo dunque atto che per ora non era possibile risospingere al di là delle Alpi il popolo longobardo, fu introdotto il sistema dei «tratti limitanei», anticipando la fondazione dell'Esarcato, realizzata alcuni anni dopo.
La prima Pentapoli, la Pentapoli per antonomasia, era situata nel cuore stesso dell' Esarcato d'Italia e comprendeva le città di Ravenna, Forlì, Forlimpopoli, Classe e Cesarea (antica città oggi non più esistente). Forse l'antico centro denominato “Cesarea” era da riferirsi ai sobborghi della città di Classe. Difatti, a sud di Ravenna (5 km) si sviluppava un tempo l'abitato di Classe, ad essa unita da un sobborgo denominato Cesarea. Oggi scarsamente popolato, fra il II e il VI secolo l'abitato di Classe fu un centro pulsore dell'attività economica ravennate grazie al suo porto, le cui tracce sono state rimesse in luce nell'ambito di uno scavo archeologico. La Pentapoli marittima fu uno dei sette distretti militari in cui venne suddiviso l' Esarcato d'Italia dall' imperatore bizantino Maurizio I (582-602) durante il primo mandato dell' esarca Smaragdo (585-589). Uno di questi distretti fu per l'appunto denominato Pentapoli.
Tale distretto comprendeva i territori di cinque importanti città episcopali: Rimini, Pesaro, Ancona, Senigallia e Fano. Inizialmente era soggetto al governo dell' esarca di Ravenna. In seguito, trasformato in provincia bizantina, guadagnò una certa autonomia. Oggi i territori della Pentapoli sono ricompresi in gran parte tra la Romagna e le Marche. All'epoca della sua costituzione confinava a nord con l' Esarcato lungo il corso del fiume Marecchia, ad est col mar Adriatico, ad ovest, lungo la dorsale appenninica, con il Ducato di Tuscia istituito dai Longobardi nel 570, a sudovest con il Corridoio Bizantino, ovvero quella fascia montana di territori bizantini che collegava Ravenna a Roma ed a sud, sul letto del fiume Musone, con il Ducato di Spoleto costituito dai Longobardi nel 570.
In epoca successiva fu costituita una Pentapoli annonaria detta talvolta anche montana, costituita dalle città vescovili di Gubbio, Cagli, Urbino, Fossombrone, Jesi e Osimo di cui Cagli e Fossombrone poste lungo la consolare Flaminia: ossia il cosiddetto Corridoio Bizantino che congiungeva Ravenna (la capitale politica) a Roma (la capitale spirituale). La "Pentapoli marittima" e quella annonaria furono riunite nel Ducato delle Due Pentapoli. Entrambe le province furono conquistate dai Longobardi tra il 727 e il 729. Nel 742 re Liutprando venne ad accordi con papa Zaccaria, accettando di cedere parte dei territori. Ma il suo successore Astolfo riprese una politica espansionistica. Il papa (Stefano II) decise allora di chiamare in aiuto Pipino il Breve, il Maggiordomo di palazzo del re dei Franchi. Incoronato re, nel 754 Pipino scese per la prima volta in Italia, sconfisse i Longobardi in battaglia e costrinse re Astolfo a cedere tutti i territori conquistati. Successivamente il re dei Franchi consegnò al papa (Promissio Carisiaca) tali territori, che andarono a formare - insieme al Ducato romano - il nascente Stato della Chiesa.
Lo Stato Pontificio, detto anche Stato della Chiesa o Stato Ecclesiastico, è l'entità statuale costituita dall'insieme dei territori su cui la Santa Sede esercitò il proprio potere temporale dal 752 al 1870. Il suo prestigio e la sua influenza sullo scacchiere politico europeo conobbero periodi di peso durante il millennio della sua esistenza; la sua proiezione internazionale uscì dai limiti territoriali che le circostanze storiche gli avevano assegnato nell'ambito del Sacro Romano Impero, tra il Medioevo e l' Età moderna. I vincoli di vassallaggio dettati dalla Santa Sede condizionarono talora importanti stati autonomi come il Regno di Sicilia, il Regno di Napoli, il Regno d' Inghilterra, il Regno del Portogallo, la Corona d'Aragona, il Regno d'Ungheria e altri stati relativi al periodo di relazione vassallatica con il sovrano dello Stato Pontificio, il papa, verso cui diversi re e imperatori dovettero prostrarsi. Lo Stato Pontificio terminò la sua esistenza nel 1870, con la conquista a seguito di ripetuti attacchi dell'esercito italiano (che nel biennio 1859-1860 sottrasse tre legazioni), con la presa di Roma e la successiva annessione della quarta legazione e del circondario di Roma. Con la fine del dominio bizantino in Italia nel 752, le minacce del re dei Longobardi Astolfo nei confronti di Roma si fecero sempre più pericolose, per cui papa Stefano II si recò in Gallia per chiedere il supporto di Pipino il Breve. Nella città di Quierzy (Carisium), Pipino promise al papa che, una volta recuperati i territori conquistati dai Longobardi, li avrebbe donati alla Santa Sede. Tale atto è oggi ricordato come Promissio Carisiaca. Incoronato re di Francia, Pipino inviò i suoi eserciti in Italia nel 754 e nel 756. I Franchi riportarono la vittoria sui Longobardi.
In attuazione della Promissio Carisiaca l' Esarcato di Ravenna, le due Pentapoli e le città sulla via Amerina (tra cui Orte, Todi e Perugia), un tempo territori dell'Impero bizantino, passarono alla "Sede dell'Apostolo Pietro". Come ricompensa, Papa Stefano II conferì a Pipino la legittimazione del suo potere con la nomina per sé e per i suoi figli a patricius Romanorum (cioè protettori di Roma). Il titolo di patricius non era mai stato fino ad allora una prerogativa pontificia: esso spettava infatti all'imperatore. A quel tempo, in Italia solo l'esarca di Ravenna possedeva questo titolo; dal 751 era vacante. Dal punto di vista dell'imperatore, il pontefice si arrogava un diritto non suo. Stefano II, d'altra parte, innovò il titolo di patricius con l'attribuzione Romanorum, distinguendolo così, almeno formalmente, dal titolo imperiale.
L'imperatore bizantino ovviamente protestò e inviò due messi presso il re franco, contestando la sua nomina a patricius e invitandolo a restituire l'Esarcato al legittimo padrone, ovvero l'Impero romano d'Oriente; ma Pipino rispose negativamente, congedando i due ambasciatori. Senza più la mediazione di Costantinopoli, il pontefice esercitò direttamente la propria signoria sui nuovi territori. Non furono invece esercitati direttamente dalla Santa Sede: a) la sicurezza militare dello Stato, che fu garantita dall'esercito dell' Impero Carolingio; b) il governo locale: non avendo lo Stato Pontificio strutture amministrative, furono i membri delle aristocrazie cittadine a governare i territori della Chiesa per conto del Papa, cui riconobbero formale supremazia.
La Romagna (Rumâgna in romagnolo) è una regione storica, geografica, e linguistica dell' Italia settentrionale, la gran parte della quale forma, insieme all' Emilia, la regione amministrativa dell' Emilia-Romagna. Fanno parte della Romagna anche la Provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche e alcune zone delle province di Firenze e Arezzo in Toscana. Anche la Repubblica di San Marino fa parte geograficamente della Romagna. Le città principali per importanza storica sono Ravenna, che fu capitale dell' Impero Romano d'Occidente e dell' Esarcato d'Italia, e Cesena, che fu invece con Cesare Borgia capitale del "Ducato di Romagna" tra il 1500 e il 1507 (anno in cui il territorio tornò nelle mani dello Stato Pontificio). Il toponimo Romagna deriva dal tardo latino Romània (e in greco bizantino Ρωμανία) e risale al VI secolo d.C., quando l'Italia fu divisa in longobardica e Romana, cioè soggetta ai Longobardi e all' Impero Romano d' Oriente. "Romània" assunse quindi il significato generico di "mondo romano" (in opposizione a quello barbarico-longobardo). Con la creazione dell' Esarcato d'Italia (con capitale Ravenna), il termine assunse poi un'accezione geograficamente determinata, indicando la parte della penisola rimasta legata all'Impero romano.
Πηγή: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Pentapoli_bizantina
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Romagna
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Stato_Pontificio
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Esarcato_d%27Italia

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