Τετάρτη, 17 Αυγούστου 2016

La Filisofia Greca alla Velia antica : Parmenide di Elea e la Scuola Eleatica

Parmènide di Elea (Παρμενίδης; Elea, 515 a.C.– 450 a.C.) è stato un filosofo greco antico. Parmenide nacque in Magna Grecia, ad Elea (Velia in epoca romana, oggi Ascea), da una famiglia aristocratica. Della sua vita si hanno poche notizie. Secondo il nipote di Platone Speusippo, sarebbe stato chiamato dai suoi concittadini a redigere le leggi della sua città. Secondo alcuni fu discepolo del pitagorico Aminia, per altri fu probabilmente discepolo di Senofane di Colofone. Ad Elea fondò inoltre una scuola, insieme al suo discepolo prediletto Zenone. Platone nel Parmenide riferisce di un viaggio che negli anni della vecchiaia Parmenide intraprese alla volta di Atene, dove conobbe Socrate da giovane col quale ebbe una vivace discussione. Parmenide fu il fondatore della scuola di Elea, dove ebbe vari discepoli, il più importante dei quali fu Zenone. Il metodo usato dagli eleati era la dimostrazione per assurdo, con cui confutavano le tesi degli avversari giungendo a dimostrare la verità dell' Essere, nonché la falsità del divenire e delle impressioni dei sensi, per una "impossibilità logica di pensare altrimenti". Stupiva i contemporanei un ragionamento che scaturiva dalla radicale contrapposizione essere/non-essere e da un'immediata conseguenza del principio di non-contraddittorietà dell'essere e del pensiero, teorizzato in seguito da Aristotele come evidenza prima e indimostrabile alla ragione senza la quale diverrebbe impossibile qualsiasi conoscenza necessaria-filosofica, restando solo il mondo dell' opinione. Parmenide e gli eleati si contrapponevano soprattutto al pensiero di Eraclito, loro contemporaneo, filosofo del divenire che basava la conoscenza interamente sui sensi. Nella prospettiva della storia della filosofia, sarà quindi Hegel a concepire l'essere in maniera radicalmente opposta a Parmenide. Anche l'atomismo democriteo intese contrapporsi alla teoria eleatica dell'Essere (che aveva cercato una soluzione al problema dell' archè negando alla radice un fondamento originario al divenire), presupponendo gli atomi e uno spazio vuoto, diverso dagli atomi, in cui essi potessero muoversi, ipotizzando in un certo senso una convivenza di essere e non-essere. In seguito furono i sofisti a cercare di confutare il pensiero degli eleati, opponendo al loro sapere certo e indubitabile (epistéme) sia il relativismo di Protagora, sia il nichilismo di Gorgia. Uno dei maggiori problemi sollevati da Parmenide riguardava in particolare l'impossibilità di oggettivare l' Essere, di darne un predicato, di sottrarlo all'astrattezza formale con cui egli l'aveva enunciato, e che sembrava contrastare con la pienezza totale del suo contenuto. Fu seguendo questa strada che Platone, nel tentativo di risolvere il problema, approderà al mondo delle idee.
La Scuola eleatica è una scuola filosofica presocratica attiva ad Elea, colonia greca dell'antica Lucania, il cui esponente principale fu Parmenide. Altri membri della scuola sono Zenone di Elea, Melisso di Samo e Senofane di Colofone che viene da alcuni storici considerato come suo fondatore, ma questa posizione, probabilmente basata sull'apparente contiguità fra la polemica contro la molteplicità degli dei antropomorfi, propria di Senofane e il concetto dell'unità propria dell'essere, elaborato da Parmenide, è discussa. Le conoscenze su questa antica scuola, come per tutte le altre scuole presocratiche, sono indirette e si basano su testimonianze certe e testi di autori dell'epoca parmenidea. La scuola prese il suo nome da Elea, Velia per i Romani, oggi nel comune di Ascea (Salerno), città greca sulle coste del Cilento, patria dei suoi più importanti esponenti: Parmenide e Zenone. La sua fondazione è spesso attribuita a Senofane di Colofone, ma, sebbene nella sua dottrina ci siano molti elementi che faranno parte integrante della speculazione della Scuola eleatica, è probabilmente più corretto guardare a Parmenide come suo fondatore. Senofane di Colofone fu il primo a muovere all'attacco della mitologia della Grecia arcaica, alla metà del VI secolo a.C., scagliandosi contro l'intero sistema antropomorfico sancito dai poemi di Omero ed Esiodo. Nelle mani di Parmenide questo spirito di libero pensiero si sviluppò in senso ontologico. In seguito, o perché le sue speculazioni risultavano offensive per i contemporanei cittadini di Elea, o a causa della mancanza di una salda guida, la scuola degenerò concentrandosi su temi eristici e retorici, mentre i migliori frutti di questa corrente furono assorbiti dalla metafisica platonica. Gli Eleati rifiutano la validita epistemologica dell'esperienza dei sensi ed assumono invece parametri razionali di chiarezza e necessità come criteri della verità. Dei diversi esponenti, Parmenide e Melisso partono da premesse tautologiche ed evidenti da cui sviluppano argomentazioni dedotte in maniera perfettamente logica e coerente, Zenone, al contrario, adopera principalmente il metodo dialettico della reductio ad absurdum, cercando cioè di distruggere gli argomenti degli avversari mostrando che le loro premesse li portano a contraddirsi. Le principali dottrine degli Eleatici furono sviluppate in opposizione con i primi filosofi naturalisti della Scuola di Mileto, che spiegavano ogni forma di esistenza riconducendola agli elementi primari del cosmo, e con la teoria di Eraclito, che vedeva in tutte le realtà un perpetuo cambiamento. Gli Eleatici asserivano che la vera spiegazione delle cose si trova nella concezione dell' universale unità dell'essere. Conformemente a questa dottrina, i sensi non possono aver cognizione di questa unità, perché le loro impressioni sono inconsistenti: è solo tramite il pensiero che è possibile superare le false apparenze dei sensi (la doxa) e giungere alla conoscenza dell'essere e alla fondamentale verità che Tutto è Uno. L'Essere inoltre è immobile, increato ed eterno, perché non può scaturire dal non-essere, né potrà mai terminare in esso, altrimenti ad un certo momento non sarebbe. Essi argomentano che gli errori su questo punto derivano comunemente dall'uso ambiguo del verbo essere, che può significare «esistere», oppure essere mera copula che connette soggetto e predicato. Sebbene le conclusioni degli Eleatici fossero rifiutate dai più tardi presocratici e da Aristotele i loro argomenti vennero presi sul serio, e viene loro generalmente riconosciuto di aver notevolmente migliorato i parametri dell'argomentazione filosofica nella loro epoca, iniziando a formalizzare i concetti base della logica occidentale. La loro influenza fu similmente durevole, Gorgia, un sofista, argomenta secondo lo stile degli Eleatici nella sua opera Sulla natura o ciò che non è, mentre Platone ne riconobbe l'importanza nei dialoghi del Parmenide, del Sofista e del Politico. Inoltre, molti dei metodi e dei principi stabiliti per primi dagli Eleatici furono presi a prestito dalle filosofie più tarde.
Πηγή: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Scuola_eleatica
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Parmenide

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