Πέμπτη, 29 Δεκεμβρίου 2016

La fondazione antica del Palermo, la storia e la toponomastica greca della capitale di Sicilia

Palermo, è un comune italiano di 671 696 abitanti, capoluogo della Regione Siciliana. È il quinto comune italiano per popolazione e venticinquesimo a livello europeo, nonché il principale centro urbano della Sicilia e dell' Italia insulare. La città metropolitana di Palermo conta una popolazione di circa 1.300.000 abitanti. La città vanta una storia millenaria e ha avuto un ruolo importante per le vicende del Mediterraneo e dell' Europa. Fondata come "città-porto" dai Fenici tra il VII e il VI secolo a.C., fin dal principio ha rappresentato un importante snodo commerciale e culturale fra Occidente e Oriente. Dopo Cartaginesi, Greci, Romani, Vandali, Ostrogoti e Bizantini, la città fu conquistata dai Saraceni. Sotto la dominazione della dinastia Kalbita divenne roccaforte dell' Emirato di Sicilia.
Dopo la conquista normanna realizzata dai fratelli Roberto il Guiscardo e Ruggero I, la città conobbe i fasti della Contea di Sicilia, esistita dal 1071 al 1130: in quest' anno Ruggero II fu incoronato re, dando inizio alla vicenda storica del Regno di Sicilia, di cui Palermo fu capitale. Proprio a questa circostanza si devono i titoli attribuiti alla città: «Prima Sedes, Corona Regis et Regni Caput». La morte di Guglielmo II il Buono determinò la crisi della dinastia normanna; nel 1194, dopo la morte del re Tancredi, il regno passò agli Hohenstaufen e con l'imperatore Enrico VI la Sicilia entrò a far parte del Sacro Romano Impero con la cosiddetta "Unio Regnum ad Imperium", quindi conobbe il suo apogeo con Federico II Imperatore del Sacro Romano Impero quando Palermo divenne capitale del Sacro Romano Impero. A seguito della lotta tra Carlo I d'Angiò e gli Hohenstaufen, la Sicilia passò agli Angioini, che trasferirono la capitale del regno a Napoli. Nel 1282 si verificò a Palermo una celebre rivolta antiangioina, nota come Vespri siciliani. La città si consegnò a Pietro III di Aragona, marito di Costanza II di Sicilia, discendente di Federico II. Durante il periodo aragonese la città fu a lungo roccaforte della famiglia Chiaramonte, a capo della Fazione Latina ostile ai nuovi sovrani Aragonesi. Per tale ragione i re soggiornarono principalmente a Catania e talvolta a Messina, ma ciononostante le incoronazioni regie continuarono ad avvenire nella cattedrale di Palermo. In seguito, durante il periodo vicereale spagnolo, Palermo fu sede dei Viceré di Sicilia. Nel 1713 la città ospitò la cerimonia d'incoronazione di Vittorio Amedeo II di Savoia e nel 1735 quella di Carlo di Borbone, continuando ad essere capitale dell'isola. Dal 1816 al 1817 fu capitale del neonato Regno delle Due Sicilie e successivamente divenne la seconda città per importanza dello stesso regno duo-siciliano (mantenendo tuttavia il titolo di capitale della parte isolana del regno) fino al 1861. La lunga storia della città e il succedersi di numerose civiltà e popoli le hanno regalato un notevole e unico patrimonio artistico e architettonico che spazia dai resti delle mura puniche per giungere a ville in stile liberty, passando dalle residenze e dai luoghi di culto in stile bizantino e arabo-normanno, alle architetture gotiche e basiliche barocche, ai teatri neoclassici e ai palazzi razionalisti. Il sito seriale Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale, di cui fanno parte più beni monumentali situati in città, nel 2015 è stato dichiarato Patrimonio dell' umanità dall' Unesco. Molti edifici tra chiese e palazzi della città sono da anni riconosciuti monumenti nazionali italiani. Il centro storico e i quartieri periferici adiacenti conservano un vasto patrimonio artistico e architettonico in stile liberty che fanno di Palermo una delle capitali dell' Art Nouveau e capitale dello stile liberty in Italia. Per ragioni culturali, artistiche ed economiche è stata in passato ed è ancora una delle principali città della regione euro-mediterranea ed è fra le principali destinazioni turistiche del Mezzogiorno d'Italia e d' Europa, nonché tra le mete del mare nostrumpiù trafficate dalle navi da crociera. È sede dell' Assemblea regionale siciliana, il più antico parlamento al mondo in attività, dell' Università degli Studi e della principale arcidiocesi regionale.
Nel novembre 2015 Palermo è entrata a far parte del programma Safer Cities lanciato nel 1996 dall'Agenzia UN-Habitat delle Nazioni Unite, assumendone la co-presidenza mondiale, con il sindaco Leoluca Orlando responsabile per l'Europa e l'Africa. La Carta di Palermo è il documento sottoscritto nel marzo 2015 da giuristi, attivisti dei diritti umani, amministratori pubblici ed organizzazioni non governative per sollecitare la comunità mondiale ad una revisione della legislazione sul permesso di soggiorno e delle politiche legate ai fenomeni migratori, sostenendo la mobilità umana internazionale come diritto inalienabile della persona.
L'area della piana di Palermo e i monti circostanti conservano resti di presenza umana sin dalla Preistoria. Ne è un esempio l'interno delle grotte dell'Addaura, su un versante di Monte Pellegrino, in cui si aprono alcune cavità abitate durante il paleolitico e il mesolitico. All'interno, in cui sono state ritrovate ossa e strumenti utilizzati per la caccia, si trova un vasto e ricco complesso di incisioni, databili tra l' epigravettiano finale e il mesolitico, raffiguranti figure antropomorfe e zoomorfe. Nella sua lunga storia, circa 3.000 anni, la città di Palermo ha cambiato diversi poleonimi in base alle varie dominazioni che si sono succedute al comando della città. Palermo fu fondata dai Fenici con il nome Zyz. Fino a quel momento l'area era stata un emporio commerciale e base d'appoggio per la Sicilia nord-occidentale. Zyz il nome non è ancora accertato, ma molte monete provenienti da Palermo di periodo punico portavano la dicitura Zyz e visto che Palermo era una delle tre città puniche della Sicilia (Tucidide, VI, 1-5) molto probabilmente aveva una propria zecca. Il nome sembrerebbe derivare dalla conformazione della città che tagliata da due fiumi ricordava il profilo di un fiore. Acquisita una certa importanza commerciale grazie alla sua posizione ma soprattutto ai due fiumi (il Kemonia ed il Papireto), divenne meta ambita per i Greciche popolavano la parte orientale della Sicilia, che, tuttavia, non riuscirono mai a conquistare. Panormos (dal Greco παν-όρμος, tutto-porto) così i Greci chiamavano Palermo così perché i due fiumi che la circondavano (il Kemonia e il Papireto) creavano un enorme approdo naturale. Questo nome andò diffondendosi grazie al rafforzamento dell' influenza greca sull' isola. La città venne fondata dai Fenici probabilmente con il nome di Zyz, che in lingua fenicia significa fiore. La storia di Palermo fenicia inizia tra il VII e il VI secolo a.C.. Fino a quel momento l'area era stata un emporio commerciale e base d'appoggio per la Sicilia nord-occidentale. Acquisita una certa importanza commerciale grazie alla sua posizione ma soprattutto ai due fiumi (il Kemonia e il Papireto), divenne meta ambita per i Greci che popolavano la parte orientale della Sicilia, che, tuttavia, non riuscirono mai a conquistare. La prima conquista avvenne da parte dei Romani, che, dopo un lungo assedio, riuscirono a sottrarla ai Cartaginesi di Amilcare Barca, costretti a rifugiarsi alle falde del monte Pellegrino (all'epoca chiamato Ercta): i tentativi di riconquista dei Cartaginesi risultarono vani e la città divenne una conquista romana col nome di Panormus. Sotto il governo di Roma, Palermo continuò a ricoprire il ruolo di porto strategico nel Mediterraneo, vivendo un periodo di assoluta tranquillità e conseguente agiatezza, tanto che la città crebbe e si dotò di splendidi edifici per spettacoli noti da epigrafi e testi antichi ed ora forse riconosciuti sul terreno. Palermo fu città romana fino a quando le invasioni barbariche causarono il saccheggio e la devastazione della città. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, nel 535 la Sicilia fu in gran parte distrutta essendo arrivati i Vandali nell'occidente dell'isola. La ricostruzione di Palermo avvenne grazie ai Bizantini, che tennero Palermo per tre secoli. Con la conquista della città, comandata da Belisario, iniziò un'opera di restaurazione di quell'unità imperiale perduta con le invasioni barbariche, dominando in poco tempo l'intera isola che divenne una provincia periferica dell'Impero d'Oriente. Nel IX secolo gli arabi dal Nordafrica invasero la Sicilia: la conquista, fu iniziata nell'827, Palermo fu presa nell'831. Furono i governatori musulmani a spostare la capitale della Sicilia a Palermo (fino a quel momento il centro più importante dell'isola era Siracusa): la città si dotò di tutte le strutture burocratiche e destinate ai vari servizi che spettavano a una capitale. Il monaco Teodosio affermò che a Palermo, durante la dominazione araba, erano presenti più di trecento moschee in precedenza chiese. Gli arabi introdussero anche i primi agrumeti, formando la Conca d'oro e aprendo così una nuova possibilità di sviluppo economico. La potenza musulmana, tuttavia, fu corrosa dalle lotte interne (cristiani-musulmani) per l'indipendenza, che aprirono la via ai normanni, finché, nel 1071, dopo quattro anni d'assedio, Ruggero d'Altavilla, primo conte normanno, espugnò Palermo allontanando i musulmani. L'arrivo dei Normanni a Palermo, e la mescolanza con gli stili islamici, è testimoniata da un numero considerevole di edifici religiosi e civili, oltre che da un ponte a dodici arcate sito nelle vicinanze della stazione centrale di Palermo: il Ponte dell'Ammiraglio, completato nel 1113. Nel 1098 i Normanni, sotto investitura papale, ottennero la licenza di rendere nuovamente cattolica la Sicilia e, in poco tempo, entrarono in possesso della città e del resto dell'isola: la capitale, prima della Gran Contea di Sicilia, poi del Regno di Sicilia, restò a Palermo. La città raggiunse il massimo splendore sotto il governo di Ruggero II: in questo periodo furono costruite la chiesa di Santa Maria dell' Ammiraglio e la Cappella Palatina. Alla morte di Federico II (1250), Palermo e la Sicilia persero l'egemonia nel Mediterraneo, e il potere si spostò a Napoli, con Carlo d'Angiò. Il popolo palermitano, tuttavia, nel 1282dette avvio alla guerra del Vespro contro i francesi, che terminò con l'adottare la Bandiera siciliana. Dopo il regno di Sicilia normanno, si alternarono sul trono palermitano altre case reali: gli Svevi (dal 1194 al 1266), che fecero di Palermo una sede imperiale; gli Angioini (dal 1266 al 1282), che spostarono la capitale da Palermo a Napoli; dopo la rivolta del Vespro, Palermo divenne capitale del regno fondato tramite il ramo cadetto degli aragonesi: perderà l' indipendenza nel XV secolo per diventare vicereame iberico.
Successivamente il nome cambiò in Panormos o anche Pànhormos che deriva dall'unione di due parole greche, Pan(tutto) ed Hòrmos (porto), questo particolare nome deriva dalla conformazione stessa della città, che si trovava alla convergenza di due fiumi i quali, circondandola creavano un enorme (per l'epoca) approdo naturale. Oltre a questo la città, come tutte le città fenicie, basava la sua economia sul commercio marittimo. La prima fonte a dare questo nome alla città è Tucidide che descrivendo la Sicilia all'arrivo dei Greci parla di Palermo, Mozia e Solunto come le più importanti colonie Puniche presenti sull'isola. Il nome Panormos è comunque molto utilizzato dai greci per indicare città rinomate per il proprio porto e lo troviamo in altri punti del Mediterraneo. Questo nome andò diffondedosi più di quello fenicio, grazie alla maggiore influenza e presenza greca sull'isola, ma, nonostante ciò, i Greci non riusciranno a controllare mai la città che resterà una città Punica ed autonoma fino al periodo romano. Durante la dominazione romana si mantenne il nome greco anche se avvenne una piccola modifica di pronuncia, infatti il nome assimila una forma più simile al latinocambiando la declinazione in Panormus, in questa prima fase però il nome mantiene lo stretto legame con il nome greco. Ulteriore passaggio prima della forma moderna avviene con la dominazione araba, quando il nome originale diviene Balarm come ci viene riportato dagli storici arabiIbn Hawq e Edrisi e viene pronunciato Bal(e)rm, anche se alcuni storici arabi contemporanei alla dominazione chiamavano la città semplicemente Madìnah che in arabo identifica la città per antonomasia, questo sottolinea l'importanza che aveva raggiunto la stessa città sotto la dominazione araba. Ulteriore passaggio avviene con la dominazione normanna in questo periodo il legame con l'arabo è molto forte, infatti la lingua parlata rimane la stessa e di conseguenza la forma araba diviene dapprima Balermus, echeggiando la precedente pronuncia latina su una base araba, e successivamente Balarmuh sempre con la pronuncia Bal(e)rmuh.
Πηγή: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Palermo
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Storia_di_Palermo
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Toponomastica_di_Palermo

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